Questi sono alcuni dei suggerimenti che Andy Puddicombe fa nel suo libro “Libera la mente. Dieci minuti al giorno possono fare la differenza”

  • PROSPETTIVA: SCEGLIERE COME VEDERE LA VITA. Perché la meditazione funzioni, non importa proprio come vediate la vita. Può essere tuttavia utile riconoscere la questione in generale, perché così potrete essere più vigili riguardo alla tendenza a lasciarsi andare a modalità negative di pensiero.La cosa positiva nel rendersene conto è che risulta chiaro che non è ciò che accade fuori di noi a causarci le difficoltà maggiori, bensì quello che accade dentro la nostra mente, il che, grazie al cielo, può cambiare.
  • COMUNICAZIONE: RELAZIONARSI CON GLI ALTRI. Se volete che la meditazione vi porti un maggiore senso di felicità, è improbabile che sfogare le frustrazioni su chi vi sta intorno favorisca tranquillità e chiarezza di mente. Comunicare con gli altri con abilità e sensibilità è perciò essenziale, nel percorso verso lo spazio mentale. Può darsi che significhi applicare alle vostre relazioni maggiore autocontrollo, empatia, prospettiva oppure tutte e tre le cose!”
  • APPREZZAMENTO: IL PROFUMO DELLE ROSE. A qualcuno l’idea di concedersi del tempo per essere riconoscenti può suonare un po’ trita, ma è essenziale se vogliamo accrescere il nostro spazio mentale. È molto difficile lasciarsi prendere da tanti pensieri fuorvianti, quando nella nostra vita c’è un profondo senso di apprezzamento. E sviluppando un apprezzamento più sincero per ciò che abbiamo noi, inizieremo anche a vedere con maggiore chiarezza quello che manca nella vita degli altri.
  • GENTILEZZA: VERSO SE STESSI E VERSO GLI ALTRI. Quando siete gentili con qualcun altro, vi sentite bene. Non sto parlando di astrofisica: vi sentite bene voi e si sentono bene gli altri. Rende la mente molto felice e piena di pace. E, già che ci siamo, che ne dite di rivolgere a voi stessi un po’ di quella gentilezza, soprattutto imparando a essere più presenti mentalmente?
  • COMPASSIONE: NEI PANNI DEGLI ALTRI. La compassione non è una cosa che si possa “fare” o “creare”, esiste già in ciascuno di noi. Se ripensate alla metafora del cielo azzurro, lo stesso principio vale per la compassione. Anzi, si potrebbe dire che il cielo azzurro rappresenta la consapevolezza e la compassione in egual misura. A volte la compassione nasce spontaneamente, come quando le nuvole si diradano per rivelare il cielo azzurro. Altre volte dovremo forse compiere uno sforzo conscio, che assomiglia più all’immaginare che aspetto abbia il cielo azzurro, anche quando è oscurato dalle nuvole.
  • ACCETTAZIONE: OPPORSI È FUTILE. Il viaggio verso l’accettazione comporta la scoperta di ciò che abbiamo bisogno di lasciar andare, anziché di ciò che abbiamo bisogno di cominciare a fare. Accorgendoci dei momenti in cui ci opponiamo alle cose nel corso della giornata, possiamo iniziare a diventare più consapevoli di ciò che impedisce l’insorgere naturale dell’accettazione.
  • COMPOSTEZZA: LASCIAR ANDARE L’IMPAZIENZA. “Perchè non ottengo qualche risultato più in fretta?”La meditazione non riguarda affatto il conseguimento di risultati ed è per questo che offre un cambiamento di ritmo così piacevole rispetto al resto della vita.

© Nicoletta Cinotti 2017 Dalla Rubrica “Addomesticare pensieri selvatici” Il prossimo protocollo MBSR inizierà a Genova Mercoledì 5 Aprile alle 19.30. Serata di presentazione mercoledì 29 Marzo alle 20

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