Credo che ci siano tante occasioni in cui proviamo il dolore acuto e cocente dell’orgoglio ferito. Sono quelle volte in cui la vita bussa con la forza della realtà alla nostra porta e ci rivela che avevamo delle aspettative. Che, magari senza saperlo, avevamo già fatto un film e scopriamo che non verrà pubblicato. O, almeno, non come lo volevamo noi.

Il dolore che l’orgoglio ferito produce è cocente, profondo. Forte come la forza delle nostre illusioni, profondo come i sogni dei bambini. L’orgoglio ci fa soffrire invano perchè il dolore che produce alimenta l’idea che il mondo debba essere diverso da com’è. E che, se solo fosse così come lo vogliamo noi, saremmo felici. È una sfida contro la vita che solo raramente può vederci vincenti. Molto raramente: quelle volte in cui le cose vanno come ce l’eravamo immaginati

Allora perchè continuiamo a soffrire le pene dell’orgoglio?

Perchè l’orgoglio nasce come sostituto della dignità. Cresce per coprire la nostra insicurezza e la ferita del non essere stati amati. Che sta alla base della nostra insicurezza.

Soffoca la nostra voce autentica perchè temiamo che non verrebbe apprezzata e ci fa mettere davanti agli altri una maschera dei nostri più profondi desideri. Perchè alla fine, quello che l’orgoglio chiede – anche se non l’ammetterebbe mai – è, semplicemente “Mi vuoi bene?”. “Si, ti voglio bene anche se non faccio quello che vuoi: perchè l’amore non ha bisogno di prove ma di affetto.”

È in quel momento – nel momento in cui accettiamo che l’altro sia com’è, che il mondo sia com’è – che permettiamo al nostro orgoglio di tornare dignità. E alla nostra insicurezza di tornare ad essere una vibrante vitalità. E permettiamo a noi stessi di essere così come siamo. Davvero

Se l’immagine è apparentemente completa ma è inesatta per colpa delle illusioni, abbiamo una situazione nevrotica. Via via che la terapia procede il paziente ottiene un’immagine sempre più chiara ed esatta di ciò che è stata la sua vita e di chi egli stesso è. Alexander Lowen

Pratica del giorno: Grounding

© Nicoletta Cinotti 2017 Le relazioni e il corpo Foto di ©alexcurrie

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