Fantasticare è un’attività piacevole che ha occupato molto del mio tempo fino a che mi sono accorta che poteva diventare un mondo in cui perdermi. Allora mi sono data delle regole, e dei confini. Non ho tenuto conto però che tutti noi abbiamo bisogno di fantasticare, è un modo per alleggerire i pensieri, per rendere più creativa la nostra progettazione, per esplorare diverse possibilità. L’importante, ho capito con il tempo, è non crederci fino in fondo. Perché quando ci crediamo fino in fondo le fantasie diventano illusioni. E ognuno di noi ha delle propensioni: preferiamo delle illusioni piuttosto che altre e tendiamo a scivolarci dentro senza fatica, come si entra in un paio di scarpe comode.

La mia illusione preferita è quella della facilità. Immagino che tutto proceda senza ostacoli, che scorra come un placido fiume verso il mare, senza rapide e nemmeno dighe. Qualche volta, in effetti, succede davvero ma questo lo scopro solo dopo. In molte situazioni l’illusione della facilità è sorella dell’illusione del cambiamento radicale che avviene in un attimo. Sono illusioni da maghi che in realtà disattivano quello che è uno degli elementi fondamentali: perseguire un’intenzione con. flessibilità e risolutezza insieme. Quando ci illudiamo abbiamo una intenzione ma non ci muoviamo in nessuna direzione. Ce ne stiamo lì, spaparanzati a fantasticare, fino a che non rimettiamo bruscamente i piedi per terra.

È vero che l’esperienza aiuta ma io non sono ancora esente dalle mie illusioni preferite. Sono ancora lì che tentano di sedurmi e molte volte mi faccio sedurre come una scema: questo è l’effetto collaterale delle illusioni. Quando rimetti i piedi per terra ti sembra di essere stata solo ingenua e un po’ ti vergogni della tua ingenuità. La conosco quell’ingenuità: è la convinzione che se le cose vanno come desideri è perché la vita ti ama e chi non vorrebbe essere amato dalla vita? Oggi l’intenzione è credere che la vita ti ama anche se non tutto va come vorresti. L’intenzione è credere che non sempre la facilità è una benedizione: a volte è una trappola tanto comoda quanto invischiante dalla quale si esce individuando la strada che ha un cuore.

Tutto è solo una strada tra tantissime possibili. Devi sempre tenere a mente che una strada è solo una strada; se senti che non dovresti seguirla, non devi restare con essa a nessuna condizione. Per raggiungere una chiarezza del genere devi condurre una vita disciplinata. Solo allora saprai che qualsiasi strada è solo una strada e che non c’è nessun affronto, a se stessi o agli altri, nel lasciarla andare se questo è ciò che il tuo cuore ti dice di fare. Ma il tuo desiderio di insistere sulla strada o di abbandonarla deve essere libero dalla paura o dall’ambizione.Ti avverto. Guarda ogni strada attentamente e deliberatamente. Mettila alla prova tutte le volte che lo ritieni necessario. Quindi poni a te stesso, e a te stesso soltanto, una domanda. (…) “Questa strada ha un cuore?” (…) Se lo ha la strada è buona. Se non lo ha non serve a niente. Entrambe le strade non portano da alcuna parte, ma una ha un cuore e l’altra no. Una porta un viaggio lieto; finché la segui sei una sola cosa con essa. L’altra ti farà maledire la tua vita. Una ti rende forte; l’altra ti indebolisce. Carlos Castaneda

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del respiro

© Nicoletta Cinotti 2021 Il protocollo MBSR

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