Lascia che il silenzio dica di te l’aspetto, la postura, il tuo deambulare dentro le cose che hanno ancora una voce per raccontarti da lontano: quella distanza della prossimità e dell’abbraccio che ha un paese, una via, una stanza abitata dal mondo e dal tuo stesso tacere per loro. Si ritorna a volte per trovare orme di luce, proprio da dove si era partiti, come per silenzio, come dal silenzio.

Ho visto uno spazio che diceva di noi, un posto dove il nostro nome è davvero quello che ascolti; una traccia che vedo dai bordi, schiarire.

Il tuo nome ora aspira al bianco, lo stesso che taciuto dice il dove. Stefano Raimondi

 

 

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