Natalie Goldberg, l’autrice di questo brano, è una praticante zen e una scrittrice. Molto noto è il suo Scrivere zen, pubblicato da Astrolabio Ubaldini. Il seguente brano è un sunto di una parte di The Great Spring: Writing, Zen, and This Zigzag Life, by Natalie Goldberg, © 2016 . Il tema è in continuità con quello della settimana precedente. La settimana scorsa era dedicato alle coppie che durano nel tempo e questa settimana è dedicato all’avere una relazione a lungo termine con la meditazione e la scrittura. Questa non è una traduzione letterale ma un sunto personale:-) fedele all’originale!

Quarant’anni che fai la stessa cosa è un tempo decisamente lungo. Mi sono impegnata a fare mediazione ogni giorno? No. Sono stata spesso in uno stato di beatitudine che mi ha aiutato a rimanere fedele alla meditazione?No Ho continuato ad avere male alle ginocchia? Si Mi hanno fatto male le spalle?Si. Qualche volta sono stata arrabbiatissima, aggressiva o tormentata da memorie del passato? Si. Qualche volta sono stata tormentata dal desiderio sessuale e ho desiderato di fare cose piccanti o anche solo di mangiare un gelato senza lavarmi i denti? Si.

Allora perchè ho continuato a meditare? Cosa mi ha fatto andare avanti? Prima di tutto il fatto che è così semplice, così diretto, così diverso dalla corsa continua della vita quotidiana. Quando mi siedo non  corro da nessuna parte. L’intero mondo, tutta la mia vita, è a casa dentro di me. Esploro la mente e inizio una vera relazione con me stessa. Questa va bene ed è economico. Ho solo bisogno di respirare, di un cuscino o di una sedia e di un po’ di tempo.

Negli anni ho sentito molte istruzioni di meditazione. Recentemente ho sentito un insegnate che diceva che sono meglio 5 minuti tutti i giorni che un’ora tre volte a settimana. Ho pensato che fosse un buon consiglio. Poi ho sorriso tra me e me perché non ci sono ricette per le relazioni a lungo termine. Le cose cambiano. 5 minuti al giorno può funzionare benissimo per tre mesi ma cosa succede se perdi un giorno o una settimana? Hai fallito? Smetterai per sempre perché hai rotto la continuità? Spero di no. Anche se so che la nostra mente è piena di aspettative e quando non siamo all’altezza di queste aspettative corriamo il rischio di mollare tutto. Proprio il risultato opposto di quell’aprire la mente che cerchiamo con la meditazione.

Forse la prima regola dovrebbe essere, se vuoi che la meditazioni diventi la tua compagna di vita: “Non darti una struttura rigida e non criticarti se non la rispetti. Meglio avere una mente flessibile e sviluppare tenerezza verso l’esistenza. Hai perso un giorno? Comincerai di nuovo il giorno dopo. Non è una gara e soprattutto non dobbiamo arrivare da nessuna parte se non qui, dove siamo.

Nello stesso tempo ti incoraggio ad avere una struttura:  questa potrebbe essere la seconda regola. Una struttura è una buona cosa. È più facile continuare se si ha una buona struttura piuttosto che una intenzione amorfa. Comincia con 5 minuti e pi scegli dove starai seduto in quei 5 minuti. E quando lo farai. Di mattino? A casa? In ufficio?Prima di dormire? Appena sveglio?

Avere una struttura approfondisce la nostra intenzione, ci permette di stare nella semplicità senza dare troppo spazio alla nostra mente scimmia. Cos’è la mente scimmia? Lo sai. È quella parte di te che vaga e che salta da una cosa all’altra, che non sta mai ferma e che ti racconta un sacco di scuse: non oggi che sono stanco. Non oggi che sono preoccupata e così via.

Guardati intorno. Vedi qualcuno che sia fermo, a parte le pareti, i pavimenti e le montagne? La mente scimmia ha centinaia di ragioni per non meditare. La struttura ti dà sostegno per farlo ogni giorno. La fluidità ti permette di aggiustare la struttura quando le cose cambiano. Potresti cambiare lavoro, cambiare casa, cambiare ritmi e la tua struttura, se è flessibile, cambierà di conseguenza.

La terza regola include le prime due: sii creativo e flessibile allo stesso tempo. Impara a meditare sulla sedia del dentista, in macchina, mentre aspetti tua figlia, mentre sei in treno. La meditazione è avere uno spazio di tempo nel cuore della tua vita. Una volta, durante un ritiro a Plum Village un partecipante chiese a Thich Nhat Hanh, come faceva a mantenere viva la sua pratica. Lui sorrise e gli chiese: “Vuoi conoscere il mio segreto?” Si, rispose la persona. Bene, proseguì Thich Nhat Hanh, “faccio qualunque cosa che funziona nella pratica e quando non funziona più non la faccio più”. Per me quella frase è diventata un memo sempre presente. Faccio una pratica fino a che funziona ma se non funziona più cambio pratica

Sii creativo e flessibile allo stesso tempo se vuoi proseguire nella pratica di meditazione

Una volta ero stata invitata in Alabama per presentare When Writing Down the Bones. Era il 1986. Vicino a Selma, viveva una scrittrice che aveva appena vinto l’Hemingway Award per la sua prima raccolta di racconti brevi. Aveva settant’anni. Volevo andare a trovarla ma non fu possibile, così ci sentimmo per telefono.

“Hai scritto per tutta la vita?”le chiesi, curiosa per quel premio arrivato a 70 anni per il suo primo lavoro.

“Scrivevo quando avevo vent’anni. poi mi sono sposata, ho avuto un figlio e non ho più scritto fino alla morte di mio marito, quando avevo 60 anni”. “È stato difficile?” le ho chiesto. “Voglio dire smettere di scrivere.Hai avuto risentimenti o conseguenze per aver smesso di scrivere?”

“Oh, no,non è stato difficile. In tutti gli anni in cui non ho scritto non ho mai smesso di pensare a me come ad una scrittrice”. Poi fece una pausa. “In ogni modo non ho mai fatto niente di meglio di mio figlio, David”.

Ricorderò per sempre quella conversazione. Anche se non puoi scrivere, puoi vederti come uno scrittore, puoi guardare alle cose, notarle, digerire i dettagli e leggere le storie che ti circondano, come uno scrittore.

Credo che questo sia vero anche per la meditazione. Ci possono essere periodi – anche lunghi -in cui non meditiamo ma la quarta regola potrebbe essere, porta la meditazione dentro di te. Continua a guardare le cose da meditante, anche se praticamente stai facendo qualcosa di diverso. The Great Spring: Writing, Zen, and This Zigzag Life, by Natalie Goldberg, © 2016 .

©www.nicolettacinotti.net per la Rubrica “Addomesticare pensieri selvatici”

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