Ci sono stati momenti in cui mi sono impegnata per cambiare. Piccoli obiettivi perché non sono una da grandi modifiche.Ma delle intenzioni di cambiamento me le sono data e qualcuna l’ho realizzata, altre sono ancora in progress. Solo che, da un po’ di tempo, sto diventando più consapevole di come mi sta cambiando la vita. E non parlo delle rughe e del cambiamento del corpo. Parlo proprio di come la vita ti cambia carattere.

Non è una cosa voluta e nemmeno intenzionale. Semplicemente, proprio come succede ad uno scoglio, l’onda batte sulla parte più esposta.

La vita fa la stessa cosa: batte sulle nostre parti più esposte che a volte sono quelle più ingenue e a volte sono quelle più narcisiste. Altre volte sono quelle più inconsapevoli. Ecco tutto questo battere ci cambia in un modo che non è retto dalla volontà o dal nostro personale desiderio di qualcosa di diverso. La vita ti cambia mareggiata dopo mareggiata.Incominci a perdere la vanagloria (mai nome fu più adatto!) Poi perdi qualche convinzione qua e là. Ti accorgi di tutte le volte in cui hai sbagliato la mira o hai sbagliato la misura. Impari a fare tesoro degli errori e metti in riga le cose che se ne sono andate. Non perché le volevi lasciar andare ma perché non ti appartenevano davvero.

Alla fine ti ritrovi molto meno attrezzata di quanto credevi eppure non sei più povera. Anzi. Non mi sento più povera ma solo con i piedi per terra e meno addobbata di cose inutili. Alla fine non dovremmo impegnarci tanto per cambiare perché ci pensa la vita a farci cambiare e il nostro tentativo di essere noi a decidere il cambiamento ha il solo intento di prevenire dei danni e degli errori. In ogni caso non dipende tutto da noi. Non vorrei che pensassi che tutto questo è triste, perché spesso associamo il perdere alla tristezza. Invece tutto questo è solo più leggero. Rende la vita più lieve. Ecco, direi così: se lascio che sia la vita a cambiarmi faccio molta meno fatica.

Con la tristezza quello che complica di più le cose è la convinzione che tutto debba avere una soluzione. Ma non è così e molte volte la cosa migliore è proprio accettare che le cose siano andate così come sono andate, tristezza inclusa. Questo ci permette di proseguire con più leggerezza, senza cicli di reattività che rischiano di autoalimentare la tristezza invece che risolverla da “Mindfulness ed emozioni”

Pratica di mindfulness: Famiglie interiori

© Nicoletta Cinotti 2022 Reparenting ourselves. Ritiro di bioenergetica e mindfulness

 

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