Ieri sera sono uscita dallo studio poco dopo le 19: tutto chiuso. Una pioggia sottile e grigia. Pochissime persone in giro. Una luce obliqua che rendeva l’asfalto lucente. Un senso di solitudine e pericolo. Siamo basilari: per il nostro cervello animale il buio è pericoloso e così la solitudine. Stamattina leggo il giornale che parla di violenze in alcune piazze. Quel miscuglio esplosivo di rabbia e paura che conosciamo tutti tanto bene.

Se ci spaventiamo la prima reazione può essere rabbiosa. Poi, quando cala l’adrenalina, diventa più evidente che il vero stimolo non era la rabbia ma la paura. Siamo in una curva difficile: difficile capire quello che è giusto o sbagliato. Difficile resistere alla tentazione di diventare legislatori di stati immaginari in cui, al di là delle nostre competenze, sappiamo cosa è giusto o sbagliato.Purtroppo giusto o sbagliato si vedono con il tempo e la rabbia e la paura sono due emozioni che non hanno tempo. Sono due emozioni che bruciano il tempo come se fosse un ramo secco: sanno già cosa succederà dopo, anche se nessuno di noi può davvero essere padrone del futuro. Anche la fame non ha tempo: tutte cose che mi ripeto silenziosamente nel mio risveglio mattutino.

E se mettiamo insieme la nostra fame – fame di vivere, di benessere, di sicurezza – e la nostra rabbia e la nostra paura precipitiamo troppo velocemente in un impulso che rischia di farci cadere ancora di più, proprio nel momento in cui volevamo rialzarci. La vera scommessa è sempre la stessa: riconoscere, accogliere e scegliere cosa fare senza farsi dirigere dall’impulso.

Sapere che siamo arrabbiati, sapere che abbiamo paura, sapere che quando abbiamo queste due emozioni vorremmo trovare qualcuno o qualcosa di più forte di noi a cui aggrapparci per lenire queste emozioni, non è secondario: è fondamentale. Altrimenti agiamo prima di rendercene conto. Forse la vera via d’uscita è restituire tempo alla nostra rabbia e alla nostra paura, permettendoci di esplorare quello che proviamo prima di agirlo. Restituire tempo non è un lusso: è un atto civile. Un atto di civile disobbedienza

Nella matematica esistenziale il grado di lentezza è direttamente proporzionale all’intensità della memoria; il grado di velocità è direttamente proporzionale all’intensità dell’oblio. Milan Kundera

Pratica di Mindfulness: Spazio di respiro di tre minuti

© Nicoletta Cinotti 2020 Il protocollo MBSR

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