MOLTI degli innovatori più rivoluzionari e prolifici esibiscono un’evidente estraneità al contesto che li circonda e si sentono diversi o lontani dalla maggioranza delle persone. Questo senso di isolamento può esprimersi in una mancanza di interesse nei riguardi dei rapporti sociali, in un rifiuto delle regole e spesso nella scelta di allontanarsi anche dai membri della propria famiglia. Non è sempre facile capire se la decisione di estraniarsi sia intenzionale o se sia invece un tratto acquisito involontariamente. Questa caratteristica è in genere riconosciuta sia dall’innovatore stesso sia da chi gli sta intorno ed emerge solitamente nei primi anni di vita. Albert Einstein è un ottimo esempio: non solo si sentiva diverso, ma descrisse anche questa sensazione, riflettendo su quanto avesse influito sulla sua capacità di pensare fuori dagli schemi.
Nonostante il suo amore nei confronti dell’umanità, Albert Einstein era spesso freddo e distaccato nei rapporti personali. Era un fervente sostenitore dei diritti umani e del pacifismo, si opponeva a ogni forma di discriminazione, sapeva essere divertente e apprezzava la vera amicizia. Eppure, non smise mai di sentirsi diverso dagli altri ed era notoriamente solitario e ribelle, come spiegò brillantemente lui stesso in un libro intitolato Idee e opinioni.

Il mio ardente senso di giustizia e di responsabilità sociale si è sempre trovato a contrastare singolarmente col mio scarso bisogno di contatti diretti con gli altri esseri umani e con la società. Sono davvero un «viaggiatore solitario», non mi sono mai dato con tutto il cuore né al paese che mi ha visto nascere né alla casa né ai miei amici e neppure ai congiunti più prossimi; verso tutti questi legami mai mi è avvenuto di perdere un certo senso di distacco e un bisogno di solitudine, sensazione che è venuta rafforzandosi in me con lo scorrere degli anni. Sto accorgendomi, senza rimpianto però, di avere toccato il limite dell’intesa e dell’armonia con il prossimo. Certo, un individuo così fatto finisce col perdere una parte del suo candore e della sua serenità, ma egli d’altro canto guadagna una larga indipendenza nei confronti delle opinioni, delle abitudini e dei giudizi dei suoi simili, evitando la tentazione di fondare il proprio equilibrio interno su basi così malsicure.

©www.nicolettacinotti.net  Per la Rubrica Addomesticare pensieri selvatici. Tratto dal libro Ribelli: nella testa di uomini e donne che inventano il futuro

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