Diventare bravi a dare il benvenuto all’indesiderato. Pema Chödrön

Ieri mi è stato chiesto qual è l’ingrediente fondamentale della mindfulness. Avrei potuto andare sul classico ma, a sorpresa, dentro di me è nata una risposta diversa. Ricominciare. La mindfulness mi ha insegnato a ricominciare. Cento volte la mente vaga, cento volte la riporto al respiro. Cento volte mi allontano dalla pratica, cento volte torno a praticare. Non giudico il fatto di aver smesso ma ricomincio con la fiducia che ricominciare sia costruire, rafforzare, investire. Non è stata una risposta pensata eppure, in questa fase, per me molto più difficile e dolorosa del lockdown, ho capito che ricominciare è il grande regalo che mi ha fatto la mindfulness: mi permette di guardare con fiducia alle possibilità. Davanti al mio studio c’è un bar che amo molto e non so nemmeno bene perchè. Non ha riaperto subito ma lo aspettavo. Così il primo giorno che ho visto aperto sono entrata e gli ho chiesto, ricominciamo? Sì, mi ha risposto – immagino sorridendo – ricominciamo. O almeno, ci proviamo. Ecco siamo tutti lì, sulla porta del ricominciare. In un modo che non può essere uguale perché, per ricominciare davvero, abbiamo dovuto lasciar andare i piani precedenti, abbiamo scelto cosa tenere e cosa lasciare. Abbiamo fatto un downgrade – noi abituati per cultura a credere solo all’upgrade – e abbiamo messo l’intenzione di ricominciare. Abbiamo fatto un downgrade e, in moltissimi casi, abbiamo ancora silenziosamente ringraziato di poter fare il downgrade sapendo bene che molti non hanno avuto questa fortuna.

Possiamo farlo perchè non abbiamo rinunciato ma abbiamo lasciato andare progetti o piani non realistici.

Ogni volta che ricominciamo abbiamo incontrato il lasciar andare. È la legge degli alberi: lasciano andare per ricominciare la primavera successiva. Basta guardarsi intorno e vediamo come tutto è in un ritmo in cui lasciar andare e ricominciare si alternano. Ricominciare e lasciar andare sono insieme come inspirazione ed espirazione. Ci permettono, entrambi, di scegliere. Se non abbiamo lasciato andare non è un ricominciare: è lottare, sforzarsi, combattere. È andare avanti a denti stretti e a testa bassa. Con il cuore in fortezza e un unico obiettivo: arrivare dove abbiamo deciso. Ricominciare è abitare la casa delle possibilità. Ricominciare fa rima con provare, consapevoli che, per ricominciare davvero, abbiamo bisogno di tutta la nostra dedizione. E di una intenzione in dialogo con la realtà.

Gli errori possono essere la porta d’ingresso verso una scoperta. James Joyce, citato in Pema Chödrön

Pratica di mindfulness: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2020 Pratiche informali di ordinaria felicità

 

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