Di nuovo, le campane. Di nuovo apri
…………………………………………….gli occhi. Un intervallo. Essere una persona –
umana e poi donna.
…………………………………………….Essere una che ha avuto
…………………………………………….abbastanza.
Abbastanza sottosuolo.
…………………………………………….Abbastanza giardino
col suo muro alto anche se non alto abbastanza con tutti
…………………………………………….gli spioncini a meno che non fossero
…………………………………………….soltanto cretti accidentali
…………………………………………….
da cui vedere
il mondo. Ci volle il mito per uscirne
…………………………………………….fuori. Ci volle
…………………………………………….un voto
per credere in un
…………………………………………….dio
…………………………………………….per trovare il coraggio
…………………………………………….d’uscirne.
Da cosa? Mondo, corri famelico con una ventiquattrore
…………………………………………….per le strade
…………………………………………….nascondendo veloce quelle mani
che vogliono toccare qualcosa: il solito suono
…………………………………………….delle campane, una nota lunga, una
corta, come lo zoppicare d’un uomo incappucciato
…………………………………………….che resta sempre
…………………………………………….sul posto.
…………………………………………….Sono
in ascolto. Non va avanti né su né giù questo
…………………………………………….richiamo alla
preghiera, una creatura bloccata sulla soglia
…………………………………………….forzata a sputare
…………………………………………….una verità
…………………………………………….senza alterazioni. Non

confesserà
…………………………………………….nulla. Quel che dice la campana
…………………………………………….lo dice
da millenni, in gocce di fiamme, negli uomini
…………………………………………….pii,
…………………………………………….in grida e rabbia,
…………………………………………….perché un altro figlio
senza una ragione con la sua anima informe è
…………………………………………….strappato al
…………………………………………….tempo – così banale il dolore –
& tu dovresti di loro fare
…………………………………………….un sistema – tutti quelli
…………………………………………….che dio ama e vuole
osservare da vicino, esa-
…………………………………………….minare in
…………………………………………….dettaglio,
viscere e occhio, rotula nella mano sinistra, lobo d’orecchio
…………………………………………….nella destra, vedo passare il suo sguardo da
…………………………………………….l’una a
…………………………………………….l’altra poi
si china, raccoglie capelli e qualche dito – guarda –
…………………………………………….non sa dove
…………………………………………….vanno – forse in
questo batuffolo di capelli – la mano sinistra si sposta a
…………………………………………….destra, porta dita, unghie,
…………………………………………….le mette nei capelli, ma
qualcosa non va –
…………………………………………….ricomincia con gli occhi nel
…………………………………………….palmo d’una
…………………………………………….mano, occhi
nel sesso aperto d’una donna,
…………………………………………….prova molti occhi, li prova in
…………………………………………….bocca ma la bocca
non ha volto, costole in una mano,
…………………………………………….polpacci con piedi pesanti in
…………………………………………….un’altra – sembra
sgomento – sembra offeso – non ha
…………………………………………….senso
…………………………………………….per lui,
…………………………………………….il creatore – no –
veloce richiude l’ammasso nel sacco insanguinato,
…………………………………………….lo butta
da parte dove la sua gente spera (li
…………………………………………….sente) (perciò le campane) la sua gente
…………………………………………….inginocchiata ora
spera – il loro congiunto viene giudicato – e fanno
…………………………………………….offerte, e ricordano tutte
…………………………………………….le parti
…………………………………………….migliori, tutte,
…………………………………………….e danno avvio
al canto.
…………………………………………….Gli danno tutto ciò che hanno. Cantano.

Jorie Graham, Il posto, Mondadori Editore. Se vuoi comprarlo da un libraio scrivi a libreriaventotene@hotmail.it

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