A volte le persone mi portano rivelazioni sorprendenti, frutto della loro pratica e del loro processo di ricerca interiore. Le sento come regali fuori programma, non di quelli che ti aspetti ad un anniversario o ad un compleanno. Non quei regali che finiscono nelle wish list ma quelli che ti fanno sobbalzare. Me l’ha portato una persona che combatte da tanti anni con il suo peso: mai giusto anche quando rimpiange il peso del passato. Nemmeno allora era soddisfatta.

Mangio” mi ha detto “perchè ho fame di contatto, di affetto, d’amore ma sono cose troppo pericolose. Invece che cercarle dove potrei rischiare di non trovarle le cerco nel frigorifero. È un amore surgelato il mio“. Improvvisamente mi si è aperta la mente. È vero, ho pensato, spesso, molto spesso le relazioni sono cibo per la nostra fame. Una fame atavica, potente, prepotente, che aspetta di trovare risposta. La relazione va bene quando ci offre il nutrimento che desideriamo, va male quando non ce lo offre, indipendentemente che la nostra fame sia buona o lecita.

Ed è altrettanto vero che il “cibo sostitutivo” – che sia il vestito comprato per consolarsi o lo snack mangiato per addolcirsi – sono forme sintetiche d’amore. Per ricevere quello di cui abbiamo bisogno davvero, per ricevere il nutrimento che ci manca non possiamo fare a meno di rischiare. Rischiare la relazione con noi stessi e la relazione con gli altri. Perché anche la relazione con noi stessi è tutt’altro che scontata. A volte le persone mi chiedono “Perché mi succede questo?” come se io avessi le chiavi di una casa che è loro ma non abitano.

Allora, mi sono detta, quando salto i pasti e guardo sospettosa il cibo che ho davanti, forse semplicemente mi ricordo quanta paura ho della delusione. Quanto mi metta a distanza di sicurezza per rimanere in contatto ma non venir delusa. Quanto sono cauta e incauta nell’amore e quanto sono cauta e incauta nel cibo sono due facce della stessa medaglie, forse non solo per me. Forse cerchiamo tutti cibo per la nostra fame anche quando quello di cui avremmo davvero bisogno è nutrimento. Cose banali diventano rivelazioni: è quando dalla teoria passano alla pratica e rivelano il loro significato nella nostra vita. Rivelano come segnano il nostro corpo e, da lì, il nostro cuore.

Il problema non è nel cibo… Il problema è nella mente. Sta nella nostra mancanza di consapevolezza dei messaggi che arrivano dal nostro corpo…Mangiare in modo consapevole ci aiuta a imparare ad ascoltare ciò che il nostro corpo ci dice sulla fame e sulla soddisfazione. Ci aiuta a diventare consapevoli di chi nel complesso corpo/cuore/mente ha fame e come e cosa è meglio nutrirlo. Jan Chozen Bays, Mindful Eating

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del corpo

© Nicoletta Cinotti 2021 Serata di presentazione del protocollo MBSR e MBCT

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