Scelgo spesso la distanza. Anzi, preferisco rischiare di rimanere troppo lontana che troppo vicina, anche dalle persone che amo. Mi sono accorta recentemente che c’è qualcosa che si attiva quando  gli sono vicina. Certamente c’è affetto, calore e desiderio di intimità ma c’è anche qualcos’altro.

Una nostalgia lontana nel tempo, un odore di separazione e saluto, di distacco che provo ogni volta che torno vicina. Come se, rimanendo lontana anestetizzassi il sentimento della nostalgia, il dolore delle intimità perdute. Nello zen si dice “guarda la tazza, è rotta” anche prima che si rompa, così ti ricorderai che niente dura per sempre. La mia distanza è un modo per ricordarmi che niente dura per sempre. Però esagero e non mi concedo di fermarmi più a lungo per sentire il piacere della prossimità fino in fondo.

Qualche giorno fa guardavo le notizie sportive e ho visto il video di Jaunmi Callejon, il fratello gemello del calciatore del Napoli Josè Maria Callejon. Juanmi aveva annunciato che avrebbe lasciato la squadra e un piccolo tifoso, un bambino di circa 7-8 anni, l’ha fermato aggrappandosi alle sue gambe, per chiedergli di restare. Calleion si piega, ascolta il bambino con attenzione e inizia a piangere. Pochi istanti. Si alza, si toglie la maglietta che stava indossando e che sarebbe stata l’ultima maglietta in quella squadra e la regala al bambino. Si abbracciano ancora: erano due bambini. La nostalgia di quel bambino aveva risvegliato la sua, reso presente il senso del saluto e di tutti i saluti passati (il video è qui). Poi, piangendo, quel bambino di 32 anni si è allontanato.

Questo fanno i bambini: parlano al nostro bambino interiore. Questo fa la vicinanza e l’intimità, rende sincere le nostre parole. Risveglia l’intimità e la sincerità del nostro bambino, della nostra bambina interiore.che aspetta di essere ascoltata. Non voglio farla più aspettare. Camminerò, incerta, sul terreno della vicinanza.

Una volta riconosciuto e abbracciato il bambino interiore, la terza funzione della presenza mentale è placare e alleviare le emozioni dolorose. Semplicemente accogliendo con gentilezza la bambina o il bambino in noi, mitighiamo le emozioni difficili da sostenere e cominciamo a provare sollievo. Thich Nhat Hanh

Pratica di mindfulness: Cullare il cuore

© Nicoletta Cinotti 2020  Reparenting ourselves: ritiro di mindfulness con Susan Bögels e Nicoletta Cinotti

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