Ogni tanto capita che chiedendo ad una persona che sta male emotivamente “cos’è successo” mi senta rispondere, “è troppo lungo da spiegare“.

Questa risposta attiva sempre il mio campanello d’allarme perché vuol dire che sono andata a toccare un dolore caratteriale che è diverso da un trauma. Che differenza c’è? La differenza è fondamentale. Il trauma è un evento circoscritto nel tempo, con un inizio e una fine abbastanza definiti, che lascia uno strascico di dolore e fatica emotiva perché è come un taglio, una cicatrice. In questo caso una cicatrice nell’anima invece che nel corpo ma sempre di cicatrice si tratta. Anche qui non è la gravità del trauma che fa la gravità della situazione ma la capacità della persona di cicatrizzare. Una capacità che è diversa da persona a persona. Sappiamo che solo il 15% delle persone che hanno subito un trauma sviluppa una sindrome post traumatica. Di quel 15% sappiamo che una percentuale altissima ha un attaccamento disorganizzato, ossia una storia caratteriale che le rendeva propense a “cicatrizzare male”.

Il dolore caratteriale è, invece, per parlare con parole semplicissime, essere permalosi. Parola poco usata in psicologia dove preferiamo parlare di vulnerabilità narcisistica (amiamo le parole incomprensibili noi psicologi: ci fanno sentire scienziati!). Non è faccenda da poco essere permalosi perché basta poco per graffiarti e senti male davvero anche se il graffio è stato leggerissimo. È qualcosa che ha a che vedere con il narcisismo in effetti: ogni cosa può essere percepita come un’offesa. E il danno lo fa più il nostro modo di reagire che il fatto in sé e per sé.

Come si guarisce dall’essere permalosi? Intanto è una guarigione che può avvenire solo dall’interno. Vai a dire ad un permaloso che dovrebbe essere meno permaloso e ti sei fatto un nemico! La mindfulness, gradualmente, assottiglia la corazza e riduce quindi la vulnerabilità narcisistica (la permalosità). È un lavoro simile a quello della goccia che scava la pietra. Facendo finta di fare una prescrizione medica direi 10 gocce di self compassion più una pastiglia di mindfulness al giorno levano la permalosità di torno!

La condizione essenziale per la conquista dell’amore è il superamento del proprio narcisismo. (…) Il polo opposto del narcisismo è l’obiettività; è la facoltà di vedere la gente e le cose così come sono, obiettivamente, e di essere in grado di separare questo quadro obiettivo da un quadro formato dai propri desideri e timori. Erich Fromm, L’arte di amare

Pratica di mindfulness: Meditazione sul cambiamento e la gentilezza amorevole (meditazione live)

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