La fame del cuore viene soddisfatta dall’intimità. Ognuno di noi è fondamentalmente solo al mondo. Nessuno può conoscere i più profondi anfratti della nostra anima. Nessuno può conoscere tutti i nostri pensieri e i desideri più profondi del nostro cuore. Nessuno, neanche la persona che ci è più vicina, può sperimentare la vita come la viviamo noi.

La realizzazione di essere fondamentalmente soli può essere fonte di tristezza. Quel che è peggio, può spingere alcuni a cercare di creare una falsa sensazione di intimità in modi non sani, abusando ad esempio di sesso, droga o cibo. Molti ad esempio passano il tempo nei locali la sera, aspettando d’incontrare l’anima gemella. Altri cercano di placare la loro solitudine mantenendo relazioni virtuali sui social, relazioni che sono basate essenzialmente sulla fantasia.

Mangiare può essere un altro modo di alleviare il senso di solitudine. Fino a che siamo distratti da una cosa così importante come mangiare, siamo distratti anche dalla triste realtà di essere soli al mondo, separati da tutti gli altri esseri dell’universo.

Molte persone si sentono a disagio all’idea di mangiare soli al ristorante. È una cosa che appare strana e che sembra quasi implicare che non abbiano amici. Quando mangiano soli a casa, molti accendono la TV o la radio, un modo illusorio di creare intimità, come se la casa fosse piena di persone e attività.

Al contrario, chi pratica il MINDFUL EATING crea deliberatamente uno spazio e un tempo per mangiare soli. Si sentono sollevati nel fare una cosa alla volta, mangiare e basta, senza la distrazione di parlare, guardare la televisione o leggere.

Quando mangiamo e osserviamo profondamente ciò che mangiamo, siamo in compagnia di tantissimi esseri: piante, uomini, donne che hanno contribuito a far arrivare il cibo sulla nostra tavola. Secondo gli insegnamenti Zen il cibo che mangiamo è il prodotto del sole, della terra, della pioggia, degli insetti che impollinano le piante, dei contadini, dei trasportatori e infine dei fruttivendoli o negozianti. L’energia, che è il prodotto di tutti questi esseri viventi, fluisce attraverso il nostro corpo, messa in circolo ad ogni battito del nostro cuore. Viaggia fino alle cellule più lontane, fino alle unghie degli alluci e alla punta dei capelli. Questi esseri viventi letteralmente diventano noi, i nostri occhi, le nostre labbra, i nostri denti bianchi, il nostro cuore.

Sfortunatamente, mentre questo miracolo si compie, noi non ne siamo consapevoli. Evocare, risvegliare la coscienza di questo miracolo, anche per pochi istanti ogni giorno ci può dare nuova gioia, a prescindere dalle difficoltà della vita di ogni giorno. Ci può dare nuova energia, a prescindere dalla nostra età e dalla nostra forma fisica. Se mangiamo con la mente aperta e cosciente, possiamo esperire l’intima connessione con tutti questi esseri viventi e dissolvere così il senso di solitudine.

Tratto dal libro “MIndful Eating, per riscoprire una sana e gioiosa relazione con il cibo” di Jan Chozen Bays, Enrico Damiani Editore, 2018.

Protocollo di Mindful eating (4 incontri bimensili). Inizio: sabato 21 Aprile 2018 con Paola Iaccarino Idelson

Sede di Genova: Via Innocenzo Frugoni 15/2

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