Le ragioni per cui può valere la pena di scrivere su di sè sono molte.  La prima è che scrivere – anche se non tutti saranno d’accordo – è adatto a tutti. Va bene per i pigri  – che non saranno costretti a sudare – va bene per i dinamici – che potranno valutare i loro progressi. Fa bene ai disordinati – che avranno la sensazione di mettere ordine e trovare dei fili – va bene per i creativi e per chi non si sente creativo ma vorrebbe tanto esserlo.

Ma perché fa bene?

In una parola scrivere su di sè fa crescere e ci permette di raccogliere il percorso della nostra crescita, giorno dopo giorno (anche se non è necessario scrivere tutti i giorni!). Fa crescere perché ci permette di metterci in una posizione riflessiva: vicini alla nostra esperienza ma non totalmente identificati con i fallimenti o i successi; scrivere ci trasforma nei protagonisti della nostra storia, anziché vittime degli eventi, diventiamo attori ( comici o drammatici, o anche tutti e due insieme!) e autori del nostro cambiamento. Per addentraci in questo campo iniziamo ad usare alcuni strumenti che possono aiutarci….

Uno strumento: niente ordine cronologico

Una delle cose che tendiamo a fare, scrivendo su di noi, è quella di seguire l’ordine cronologico degli eventi. Sembra la cosa più logica da fare ma in realtà quella dell’ordine cronologico è una trappola dalla quale faremmo bene a proteggerci.

Lo scorrere cronologico della storia infatti nasconde un trabocchetto: ossia l’idea che ciò che sta prima sia la causa di quello che avviene dopo. Questo è vero se individuiamo i punti salienti del racconto, ma se seguiamo semplicemente i fatti come avvengono, in realtà alla fine abbiamo una matassa di cose da sbrogliare che ci lascia senza forze e senza motivazione.

Le nostre giornate infatti passano con molti eventi, alcuni irrilevanti e altri distraenti. Se iniziamo a distinguere tra eventi salienti ed eventi irrilevanti abbiamo il vantaggio di mettere a fuoco, anziché lo scorrere della nostra giornata, i nostri momenti di crescita o di arresto della crescita.

Gli eventi salienti

In ogni giornata impariamo qualcosa: e ogni giorno serve come banco di prova per la nostra crescita come persone. E’ per questo che la vita ci offre test continui e ci mette in relazione con alleati e nemici (esterni ma soprattutto interni). Proviamo quindi a chiederci – prima di iniziare a scrivere – “Cosa ho imparato oggi?”. Se guardiamo la giornata da questa prospettiva non dovrebbe essere difficile mettere a fuoco qual è stato il fatto centrale che ha “prodotto” questo apprendimento.

Magari all’inizio ci può sembrare che siano molti i fatti che hanno prodotto l’apprendimento. In effetti la capacità di riconoscere l’evento centrale è qualcosa che si affina con il tempo. Non preoccupiamoci troppo se all’inizio individuiamo elementi che con il tempo non giudichiamo così centrali: abbiamo imparato a camminare facendo parecchie cadute e imparare qualcosa di nuovo presuppone prima di tutto la disponibilità a sbagliare.scrivere

Alleati e nemici

Una volta scelto il fatto centrale della giornata – che è quello che secondo noi ci ha fatto imparare qualcosa – proviamo a domandarci, “Quali aspetti di me o degli altri sono stati degli alleati nel superare questa prova?” e successivamente, “Quali aspetti di me o degli altri sono stati ostili o nemici  nel superamento questa prova?”.

Diventare degli eroi

Scrivere su di sé infatti vuol dire diventare gli eroi della nostra storia e, come tutti gli eroi che si rispettino, è normale avere filtri, pozioni magiche e incantesimi a nostro favore e fattori contrari.
Questo modo di considerare le cose non serve, ovviamente, a diventare paranoici pronti a sfoderare la spada per uccidere il drago :-). Significa piuttosto considerare le difficoltà – prodotte dal nostro carattere o dal mondo esterno – come elementi inevitabili del nostro percorso. Nessuna crescita può avvenire senza il superamento di difficoltà: non sarebbe una crescita altrimenti! Il fatto che ci siano tensioni o ostacoli è ciò che mette alla prova la determinazione dell’eroe verso il cambiamento e verso la realizzazione del suo – piccolo o grande che sia – sogno.

Il richiamo dell’avventura

Volendo potremmo dire che individuare il tema di crescita e ciò che la favorisce o la ostacola, ci permette di iniziare a percepire quale avventura stiamo intraprendendo. Non saremmo eroi se non avessimo un’avventura che ci chiama. Può essere l’avventura di trovare uno spazio nel mondo ( bene espressa dalla ricerca del parcheggio!) oppure di esprimerci per chi siamo (molto rappresentata dalle confidenze nel bagno dell’ufficio) oppure la ricerca o la riconquista dell’amore. Ogni avventura richiama la nostra parte eroica e suscita anche paura. Per questo tutti protagonisti di una storia sono incerti se accettare la sfida che si para davanti a loro oppure evitare le difficoltà.mai-scrivere

I messaggeri del cambiamento

Non tutte le avventure ovviamente sono volte a fin di bene: a volte la battaglia è tra fare qualcosa di costruttivo o fare qualcosa di distruttivo. Accendere o meno una sigaretta – soprattutto se stiamo cercando di smettere di fumare – può rappresentare bene il richiamo verso qualcosa di negativo e la lotta interna per superare quella fase e arrivare a qualcosa che in quel momento desideriamo come smettere di fumare. Spesso qualcuno presente nella nostra vita è portatore del messaggio di cambiamento. L’idea non è venuta a noi ma qualcosa o qualcuno – a volte in maniera totalmente inconsapevole – ci richiama alla necessità di cambiare.

L’ennesima multa che arriva può essere un messaggero di cambiamento verso un maggior rispetto delle regole. Regole osteggiate da una piccola parte psicopatica che sta bene solo quando fa quel che desidera senza limiti o confini, giusto per fare un esempio.

Proviamo per questa settimana, a partire da qui:

  • Cosa ho imparato oggi?
  • Cosa mi è stato d’aiuto per questo apprendimento? Vanno bene sia fattori esterni, ambientali  che fattori interni, caratteriali.
  • Cosa mi è stato d’ostacolo per questo apprendimento? Vanno bene sia fattori esterni, ambientali  che fattori interni, caratteriali.
  • A quale avventura questo apprendimento mi chiama? A cosa mi serve imparare questa cosa e perché sono riluttante ad accettare questa avventura?

…e se proprio non riuscite ancora a mettere sulla carta questa riflessioni, provate a farle mentalmente. Una notazione serale, interiore, prima di spegnere la luce e affidare la trama ai vostri sogni!

a cura di Nicoletta Cinotti

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