Diversi anni fa il mio tema principale era non essere come mia madre, mio padre o chiunque della mia famiglia. Adesso il mio tema principale, essendo diventata genitore non solo di figli ma anche di studenti, allievi e colleghi, è come fare per non farmi odiare. Forse la parola ti sembrerà un po’ forte ma non lo è. Nel processo di idealizzazione e ammirazione, amore, e via discorrendo, arriva un momento in cui abbiamo bisogno di distruggere l’ideale che ci ha ispirato. È un momento creativo importante e necessario. Un po’ doloroso da entrambe le parti. Nel corso degli anni l’ho vissuto parecchie volte e molte volte mi sono illusa che non sarebbe accaduto mai con questa o quella persona perché abbiamo una visione ideale e romantica non solo dell’amore ma anche delle relazioni che immaginiamo come una serie di istantanee felici.

Comunque forse ti dico questo solo perché, tornando dalle vacanze, ho trovato la casa, lasciata pulitissima, invasa dalle formiche. La mia lotta con le formiche è quanto di più simile ci sia a quello di cui ti sto parlando: ogni volta penso che non succederà più e ogni volta succede di nuovo. Comunque vorrei dare alcune indicazioni per chi si trova ad essere nella fase in cui qualcuno dei suoi figli (studenti, allievi, colleghi giovani ect ect) lo sta “odiando” (ovviamente parlo di un processo simbolico).

Prima regola: il tempo è un grande parificatore. Anche questa persona si troverà, ad un certo punto, ad essere nella tua situazione. E se non gli capiterà mai vuol solo dire che non sarà mai cresciuta e questo non è un buon segno.

Seconda indicazione. Le cose hanno sempre due facce della medaglia: diffida dell’ammirazione e dell’amore cieco perché quando si gira quella medaglia è durissima. Guarda sempre con una certa diffidenza al troppo rosa e vedrai che il troppo nero non ti farà paura.,

Terza indicazione. La fase in cui siamo lasciati ha anche dei vantaggi: per esempio si viaggia più leggeri. Ho visto quanta fatica fanno i genitori dei bambini piccoli. Nessuno avrebbe più figli se quella fatica durasse tutta la vita!

Quarta indicazione. Ognuna di queste persone andandosene ti porta via un pezzetto di corazza. In fondo la devi ringraziare perchè quella corazza è come un esoscheletro che non ti permetteva di crescere.

Quinta indicazione. Impara a fare qualcosa di nuovo. Io ho deciso di imparare a scrivere con 10 dita anziché con due. Non so se ci riuscirò ad abbandonare la convinzione di essere la donna più veloce del mondo a scrivere con due dita ma mio figlio mi ha preso così tanto in giro che mi ha convinta a provare. Comunque Emmanuele Carrerè scriveva fino a poco tempo fa con un dito solo e ha scritto lo stesso tantissimi libri!

Sesta indicazione: le formiche trovano sempre la strada per tornare. Bisogna essere molto buddisti per non ucciderle!

Pratica del giorno: La classe del mattino (che si può fare anche nel pomeriggio)

© Nicoletta Cinotti 2021 il programma di Mindful Self-Compassion

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