Capita di fare una cosa di malavoglia, a denti stretti, giusto perchè la dobbiamo fare. E quando succede così rimuginiamo sempre un bel po’ su quello che stiamo facendo. Ci pensiamo e ripensiamo e, dentro di noi, brontoliamo. Crediamo che questo sia innocuo: tanto poi le cose le facciamo lo stesso.

Non è innocuo: questo modo di procedere attiva il sistema di avversione della mente che, come primo effetto, riduce la nostra creatività. Così qualsiasi cosa dobbiamo fare successivamente avremo una visuale più ristretta con la quale affrontarlo. Se, invece, ci disponiamo con apertura a quello che dobbiamo fare, accettando che non sempre ci piaccia il nostro presente, attiviamo il sistema di avvicinamento, quello che rende più ampio l’accesso alle nostre risorse e alla nostra creatività.

Questi due sistemi – il sistema di avversione e il sistema di avvicinamento – sono mutualmente esclusivi. O si accende l’uno o si accende l’altro. E se ci sentiamo in trappola – dentro un’attività che non vorremmo fare – non c’è storia: attiviamo il sistema di evitamento e il modo con cui affronteremo la situazione sarà inevitabilmente condizionato da questo “sentirsi in trappola”.

Uscire dalla trappola non è difficile: non richiede complesse e mirabolanti soluzioni, come tendiamo a pensare. Il primo modo per uscrire dalla trappola è accettare, riconoscere, essere consapevoli delle sensazioni che sorgono nel corpo, emotivamente e nei pensieri. Senza lottare attiviamo, automaticamente il sistema di avvicinamento. Non è necessario che le emozioni siano piacevoli per attivare questo sistema: basta che le accettiamo per attivarlo. Che riconosciamo l’inevitabile presenza dello spiacevole, che, insieme al piacevole, disegna la nostra vita. Basta che stacchiamo l’assurda associazione tra piacevole= evento positivo e spiacevole= evento negativo. Non è così. La vita è piena di situazioni piacevoli dannose e di situazioni spiacevoli fruttuose. Basta sospendere il giudizio per un po’ di tempo per accorgersi che questo è un metro difettoso: misura solo i risultati immediati e non ci aiuta a coltivare la fiducia nel processo.

Una trappola è una trappola solo quando non la conosci. Quando la conosci, si tratta di un’opportunità. China Miéville

Pratica di  mindfulness: Addolcire confortarsi aprire

© Nicoletta Cinotti 2018 Scrivere la mente

Photo by Martin Dörsch on Unsplash

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