Se esiste un’autorizzazione a sbagliare quella viene dal sentirsi provocati. Qualcosa o qualcuno ci è sembrato aggressivo o irrispettoso o qualsiasi altra sfumatura a cui siamo sensibili e noi ci sentiamo autorizzati a reagire. D’altra parte siamo tutti un insieme di aggressività e gentilezza, durezza e vulnerabilità, chiusura e disponibilità.

Dietro a tutto questo sta la nostra reazione all’imprevedibilità. Perché la provocazione è sempre un evento inaspettato: non credevamo che le cose avrebbero preso quella forma, sarebbero andate in quella direzione. E, a quel punto, ci difendiamo sulla base delle nostre preferenze personali.

La fonte della provocazione è sempre percepita come un attacco che merita risposta perché ci sia possibile tornare, più velocemente possibile, in una condizione di sicurezza

Non veniamo incoraggiati a stare in questa imprevedibilità e la sostituiamo con una risposta a binario unico: una risposta apparentemente forte eppure basata sulla paura.

Proprio come succede nel ciclone, qualsiasi tormenta ha un angolo di quiete. Se ci troviamo nel ciclone della rabbia, dell’indignazione, possiamo spostarci nel punto fermo, nell’occhio del ciclone prendendo pausa, facendo stop prima di reagire. Non aggiungiamo energia all’incendio che divampa già nella nostra mente, nel nostro cuore. Non lo facciamo per amore dell’altro: lo facciamo per amore di noi stessi. Per non mettere altra legna sul fuoco, rischiando di bruciarsi. Si è già esposto impropriamente l’altro: perché farlo anche noi?

Questo approccio è semplice quanto radicale. Immergersi in quello che stiamo vivendo, senza disperdere energia nella reattività. Fermarsi, osservare, respirare. Pochi secondi, pochi minuti, poche ore: dopo, se vorremo ancora, daremo una risposta. La nostra risposta. Avremo scelto però cosa dire, cosa fare. Non sarà bastato provocarci perché scoprissimo il lato di noi che ci ferisce. Ci siamo voluti bene. Almeno un po’: quel tanto che basta per non farsi sempre male da soli.

Quando mi sento provocata lo considero un momento neutro, un momento nel corso del tempo, un istante di verità che può imboccare entrambe le strade: la strada della libertà o quella dell’oscuramento. Pema Chodron

Pratica di mindfulness: Io sono qui

© Nicoletta Cinotti 2019 Verso la self compassion ovvero come imparare a volersi bene

Photo by Peter John Maridable on Unsplash

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