C’è un segnale presente in tutti i mammiferi che gli etologi chiamano “separation call” o “separation cry”. È un suono acuto e breve a intervalli ripetuti, presente in tutti gli animali che sviluppano una relazione di attaccamento. Attiva un comportamento di avvicinamento e, una volta che l’avvicinamento si è realizzato, un senso di gioia e conforto. È come se suonasse una sirena che si spegne magicamente quando l’incontro si realizza. Una volta che questo sistema si è disattivato possiamo anche andare lontani: l’altro non sente questa lontananza come pericolosa. La percepisce come normale. Tranne se la distanza attiva la “separation call”: in quel caso riparte l’allarme.

Dev’essere questo sistema che entra in azione quando siamo in ansia perché qualcuno non risponde ai nostri messaggi o alle nostre mail. E allora, magari sbagliando, proviamo ad insistere, a far suonare. ancora e ancora, la nostra sirena.  “Quando vieni?” è la separation call di mia madre. Arriva sul finire della telefonata, ogni giorno. Lo so cosa attiva dentro di me: un senso di pericolo, un’inquietudine. Mi domando se non dovrei essere lì, con lei, per disattivare la sua sirena della separazione. Apre il sapore del senso di colpa, quel sentimento che proviamo, a volte insensatamente, quando la scelta è tra noi e l’altro. Forse dovremmo sempre salvare l’altro. Forse dovremmo sempre salvare noi. Forse l’unica pace è trovare il modo di salvarsi entrambi.

In molti casi è difficile salvarsi entrambi e, ancora più difficile sapere cosa rispondere quando di fronte a noi, che batte dritta sul cuore, c’è una separation call. Perché quel richiamo attiva comportamenti automatici, quasi filogenetici. Allora non ci rimane che fermarsi, respirare, tornare a scegliere, per l’ennesima volta. Tornare a scegliere il frutto della conoscenza. In questo caso la tentazione è non scegliere, agire d’impulso. Mangiare il frutto della conoscenza, sapendo che non c’è niente di giusto o sbagliato in senso generale ma la nostra singola risposta a quel richiamo così fondamentale per la sopravvivenza che è scritto nella nostra parte animale.

Il sistema di accudimento è complementare, nella relazione sociale, a quello di attaccamento, ed è innescato principalmente dalla percezione della separation call emesso da un membro del gruppo sociale. Le azioni coordinate dal sistema di accudimento sono caratterizzate dall’offerta di accudimento caratterizzate dall’offerta di vicinanza, da ogni forma possibile di aiuto e protezione dal pericolo, dall’abbraccio confortante che molte specie di primati sono in grado di offrire, e dal contatto morbido, ripetuto ritmicamente. Giovanni Liotti, Giovanni Fassone, Fabio Monticelli

Pratica di mindfulness: Cullare il cuore

© Nicoletta Cinotti 2021 Il protocollo di Mindful Self Compassion

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