C’è un grande psicologo americano che si occupa di cura del trauma, Philip Bromberg, che qualche anno fa dichiarò che la psicoterapia deve  essere sicura ma non troppo. Una frase che mi torna spesso alla mente. Perchè deve essere sicura? Se siamo in cura è perchè abbiamo una difficoltà e tutte le difficoltà aumentano la nostra sensazione di insicurezza. Ci fanno sentire, in modo diverso, come se la terra sotto i nostri piedi tremasse in continuazione. Piccoli sismi che fanno aggrappare a quello che può darci stabilità, e che, a volte, diventano un sintomo del nostro disagio psicologico.

I sintomi nascono così: sono qualcosa che, ad un certo momento, hanno avuto la funzione di farci sentire sicuri. Così la psicoterapia deve essere un luogo sicuro per poter abbandonare sicurezze malsane e dirigere le energie verso sicurezze sane. Deve essere sicura perchè la paura è antagonista del cambiamento: più abbiamo paura e meno siamo disponibili a cambiare.

“Non deve essere troppo sicura”, per me, è la parte più bella della frase. Mi ricorda che senza un piccolo brivido di paura non andiamo oltre alla nostra situazione attuale. I bambini adorano le storie di terrore: li spaventano ma sanno che è quando attraversi il territorio della paura e spunti dall’altra parte, che inizi ad essere davvero grande. Quando non ti nascondi perchè hai paura, ma guardi cosa c’è oltre la paura. Giocare a nascondino mi faceva paura. Giocavamo d’estate, all’aperto, la sera. Dovevi nasconderti in luoghi bui – e già solo questo mi spaventava – dovevi scoprire gli altri o correre il rischio di essere scoperto. Ma quando riuscivi a fare “bomba”, quando riuscivi a toccare la casa senza venir visto avevi una bellissima sensazione di libertà. Quella che nasce dall’aver attraversato la propria paura, dall’aver sentito quella strana eccitazione che ti mette addosso e essere arrivato alla sicurezza di aver fatto “bomba”.

Le cose migliori che ho fatto nella vita hanno comportato l’attraversare il territorio della paura. Ringrazio ogni giorno la paura perchè mi permette di essere cauta ma, soprattutto, ringrazio il mio desiderio di andare al di là della paura per rendere la mia vita sicura ma non troppo.

La paura è la reazione naturale che proviamo quando siamo più vicini alla verità. Pema Chodron

Pratica di mindfulness: Esplorare rifiuto e accettazione

© Nicoletta Cinotti 2018 Protocollo MBSR

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