Questa espressione – sincronizzare mente e corpo – si deve a Chogyam Trungpa e colpisce per la sua incisività. In effetti è proprio così: a volte la mente è altrove (o il corpo è altrove) e questo ci mette in uno stato di dubbio. Il dubbio sorge proprio nel momento in cui “sentiamo” qualcosa che va in una direzione diversa rispetto a quello che pensiamo e ci rende quindi incerti sulla scelta da fare.

Non avere dubbi però, dice Chogyam Trungpa non ha nulla a che vedere con una fede cieca. Assenza di dubbi vuol dire avere fiducia nel cuore, avere fiducia in quello che sentiamo, significa, per l’appunto, aver sperimentato una sincronia tra mente e corpo.

Gli uomini pensano di risolvere tutto con la mente invece di ‘sentire’. Ma il sentire non ha a che fare con l’intelligenza o con la forza. Solo lavorando su di sé, sul proprio corpo – grazie al quale l’uomo ‘sente’ – l’uomo può curarsi e aspirare, come è sacrosanto, a una vita sana, libera, felice. Ed essere in grado di amare veramente. Alexander Lowen

Quand’è che mente e corpo si separano?

Alla nascita mente e corpo sono strettamente uniti. Anzi potremmo dire che c’è più corpo che mente. Ben presto impariamo che gli impulsi del corpo non possono ottenere immediata soddisfazione e impariamo che ci sono cose che il nostro corpo desidera che la nostra mente non approva. In bioenergetica questo conflitto tra mente e corpo è la base per la formazione del carattere. Per carattere si intende una funzione unitaria che riguarda sia la sfera fisica che psichica, la cui comprensione è fondamentale per capire come la persona si muove nel mondo e come usa la propria energia. Il carattere ha molto a che vedere con la nostra economia energetica. Quanto e come ci stanchiamo, quanto e come ristagna la nostra energia, con quanta facilità portiamo dei cambiamenti e quanto invece siamo abitudinari. In tempi più recenti questa economia energetica è stata definita anche come profilo di vitalità.

Il carattere struttura diversi tipi di dubbi. Nel carattere schizoide il dubbio riguarda la possibilità di creare intimità e contatto. Nel carattere orale il dubbio riguarda la possibilità di essere amati, nel carattere masochista il dubbio riguarda la possibilità di essere felici. Mentre nel carattere narcisista il dubbio è relativo all’autenticità delle relazioni. Relazioni che, nel carattere rigido – forse l’unico che sostituisce il dubbio con incrollabili certezze – fanno fatica ad unire affettività e sessualità.

La diversità di questi “dubbi caratteriali” è dovuta alla tipologia di dis-connessione – o mancanza di sincronizzazione –  corpo mente. In alcuni caratteri la proliferazione mentale prende il sopravvento (carattere schizoide). In altri le istanze del corpo sono in contrasto con le scelte della mente (masochista e rigido). In altri ancora le emozioni conducono in direzioni che non trovano accordo con le ragioni della mente (carattere orale e psicopatico).

A questi elementi di dis- connessione di base troviamo altri e più sottili elementi di scissione: tutte le difese infatti rappresentano ed esprimono una mancanza di sincronizzazione mente – corpo. Ogni volta che il nostro corpo risponde con la contrazione o con il collasso agisce una dissociazione dei processi di pensiero.

Quando corpo e mente non sono sincronizzati a volte la mente è breve e il corpo è lungo oppure la mente è lunga e il corpo è corto. Così siete impacciati persino nel prendere un bicchiere d’acqua. Siete troppo distanti o troppo vicini. Chogyam Trungpa

Come sincronizzare mente e corpo: due strade

Ci sono due strade per sintonizzare mente e corpo. La prima strada è quella esplorazione attraverso la consapevolezza: il “semplice” essere consapevoli della percezione corporea permette di aprire un processo di sincronizzazione. Ho usato la parola “semplice” che non significa che sia facile. Una delle difficoltà più grandi nella pratica del Body scan è proprio quella di esplorare le sensazioni fisiche. Il corpo contratto infatti è un corpo non percepito e tenere la mente sensoriale nella percezione corporea è tutt’altro che facile. In assenza di percezione emerge la noia e la mente inizia a vagare con varie proliferazioni mentali. Eppure la strada della consapevolezza rimane una delle strade più dirette e immediate: basta avere pazienza e non confondere la percezione del corpo in movimento con la percezione del corpo in immobilità.

La mente può impiegare del tempo per ricollegarsi pienamente al corpo, essendo infiniti i circuiti cerebrali che si devono riconfigurare e rinforzare. Il processo non deve essere per forza difficile ma spesso lo è. Perché?(…) Nella pratica del Body Scan richiedi alla tua attenzione di concentrarsi su una cosa che in genere ignori: il tuo corpo. Dunque se diventi irrequieto o ti annoi puoi dare il benvenuto a quelle sensazioni perchè ti stanno fornendo il vero e proprio allenamento di resistenza che ti serve a migliorare la concentrazione e la consapevolezza. Williams, Penman

Quando ci muoviamo è difficile distinguere se la nostra percezione è relativa agli effetti del movimento o alle sensazioni fisiche. Il Body Scan annulla questa incertezza e ci dice quello che sentiamo del nostro corpo. Una pratica ripetuta può risvegliare il corpo, anche quello più “silenzioso”.

La seconda strada: la strada del corpo

Esiste una seconda strada che è più diretta. È quella che suggerisce di svegliare il corpo andando a lavorare sulle contrazioni muscolari attraverso dei movimenti. Quelli che io chiamo Mindful Bioenergetics. A differenza del lavoro corporeo proposto dalla bioenergetica che lavora sulla catarsi, questi movimenti sono lenti per permettere che lo scioglimento riguardi anche i muscoli stabilizzatori più profondi. L’integrazione corporea è così una integrazione viscerale che passa dalle emozioni più profonde rispettando il processo di auto-regolazione.

Il coinvolgimento e l’impegno è più attivo, più diretto e volontario ma questo non è assolutamente in contraddizione con lo spirito della mindfulness: anzi, rafforza l’invito ad essere responsabili delle proprie sensazioni fisiche e della cura di sé stessi.

È anche un modo per andare più in profondità con il processo percettivo, grazie al maggiore radicamento sul corpo che viene offerto.

Sincronizzare corpo e mente è guardare e vedere direttamente oltre le parole. Non per mancanza di rispetto verso di esse ma perché il dialogo interno diviene una sorta di chiacchiericcio subconscio. Chogyam Trungpa

E alla fine, tutte le strade portano nella stessa direzione: tornare a casa, al corpo, là dove siamo nati.

© Nicoletta Cinotti 2019 Photo by Zulmaury Saavedra on Unsplash

La strada del corpo. Roma 8 Giugno 2019

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