Quali sono le caratteristiche di un buon insegnate di mindfulness? E, soprattutto, come possiamo sostenere lo sviluppo e la crescita delle capacità di insegnamento degli insegnanti già formati? Questo sarà il tema del ciclo di supervisione che inizierà a Novembre, con Rebecca Crane dell’università di Bangor, in Gran Bretagna.

Nel Regno Unito la formazione per istruttori mindfulness è condotta in tre università di eccellenza: Oxford, Bangor ed Exter. I docenti di questi tre corsi di formazione hanno lavorato in team con un unico scopo: come possiamo sostenere gli insegnati nella loro crescita personale e professionale? E quali sono le caratteristiche degli insegnanti che rendono efficace la loro didattica?

Così, dopo decenni in cui l’attenzione, in area mindfulness, è stata dedicata all’efficacia dei risultati sui partecipanti, adesso iniziamo a chiederci in che modo la qualità dell’insegnamento sostiene la qualità e la bontà dei risultati per un partecipante.

Per questa ragione iniziamo a pubblicare alcuni dei criteri salienti. Si tratta di sei diversi domini tutti di pari importanza. Iniziamo con uno di questi domini: incarnare la consapevolezza

Per iscriverti al ciclo di supervisione con traduzione consecutiva in italiano a cura di Marina Petruzzi clicca qui (posti limitati)

L’insegnamento basato sulla consapevolezza è fortemente relazionale in quanto le pratiche stesse ci aiutano a sviluppare una nuova relazione sia con noi stessi sia con la nostra esperienza.

Le qualità relazionali

Le qualità che l’insegnante trasmette ai partecipanti e il processo di insegnamento rispecchiano le qualità che i partecipanti stanno imparando a dedicare a sé stessi. La mindfulness è la consapevolezza che emerge prestando attenzione all’esperienza in un modo particolare: in modo intenzionale (l’insegnante è deliberato e concentrato quando si relaziona con i partecipanti alle sessioni); nel momento presente (l’insegnante ha intenzione di essere presente con tutto il cuore con i partecipanti); e senza giudizio (l’insegnante porta uno spirito di interesse, profondo rispetto e accettazione ai partecipanti) (Kabat-Zinn, 1990).

Caratteristiche chiave da considerare quando valutiamo questi aspetti:

  1. Autenticità e potenza: relazionarsi con una attitudine di genuinità, onestà e sicurezza.
  2. Connessione e accettazione: supportare attivamente e connettersi con i partecipanti e la loro esperienza del momento presente e trasmettere una comprensione accurata ed empatica.
  3. Compassione e calore: trasmettere una profonda consapevolezza, sensibilità, apprezzamento e apertura all’esperienza dei partecipanti.
  4. Curiosità e rispetto: trasmettere interesse genuino ad ogni partecipante e la sua esperienza, rispettando le vulnerabilità, i confini e il bisogno di riservatezza di ciascun partecipante.
  5. Mutualità: impegnarsi con i partecipanti in un rapporto di lavoro reciproco e collaborativo.

©Rebecca Crane MBI-TAC

www.nicolettacinotti.net

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