Se è vero che l’attenzione è una forma di amore è anche vero che un eccesso di attenzione può diventare una fonte di disagio. Perché l’attenzione, quando è eccessiva, diventa una forma di controllo. Non è più lo sguardo affettuoso, il pensiero gentile che ci segue. Diventa una specie di monitor che vorrebbe sapere tutto di noi. Soprattutto tutto quello che facciamo, pensiamo, viviamo.

Molte relazioni si arrestano proprio sulla soglia del controllo e diventano, anziché relazioni d’amore, delle forme di arresti domiciliari. A volte il controllo viene esercitato per gelosia, altre volte per possessività. A volte nasconde il desiderio che tutto sia perfetto, altre volte, semplicemente il desiderio che non ci sia, nemmeno lontanamente, il rischio di una perdita.

Eppure se c’è una cosa che il controllo certamente produce, è la perdita di intimità. Perché ogni persona, quando si sente controllata, si ritira e lascia un guscio di sé nelle mani dell’altro a protezione della propria reale intimità. Il controllo così realizza proprio ciò che teme: una relazione in cui manca la sincerità e la libertà di essere sé stessi.

Così nell’immediato il controllo funziona. Ci rassicura, rasserena l’animo, permette di credere che tutto sia a posto. Alla lunga però il controllo non funziona. È una strategia costosa che chiede troppo sia a chi controlla che a chi viene controllato. Non aggiunge ma toglie.

Spesso nelle relazioni succede così: quella che sembra una soluzione sul momento, a lunga scadenza rivela tutti i suoi limiti. Forse dovremmo domandarci proprio questo. La mia soluzione, quella che mi sembra così brillante in questo momento, vista alla luce del tempo, comporta dei rischi? Perché nelle relazioni il tempo ha valore, molto valore. Quello che è destinato a durare è modellato dall’effetto della ripetizione. Noi invece, molto spesso, ci comportiamo senza prospettiva. Come se fossimo insensibili alle conseguenze, in prospettiva, delle nostre azioni. Eppure l’amore finisce così: per le conseguenze di una stessa azione sbagliata, e ripetuta. E cresce proprio nello stesso modo: per le conseguenza di un’azione adatta e ripetuta.

Così non cercare quello che ti calma sul momento se vuoi che il tuo amore cresca: cerca quello che, in prospettiva lo fa crescere.

Se due persone vogliono costruire una relazione fantastica, ognuno di loro ha bisogno di essere come una montagna. Una montagna è intera e completa in sé stessa, eppure quando incontra un’altra montagna, tra di loro si crea qualcosa di nuovo, una valle. Una relazione sana è come due montagne imponenti con una magnifica valle tra di loro attraverso la quale scorre, impetuoso, veloce e libero, il fiume della vita. Russ Harris

Pratica di mindfulness: Mindful bioenergetics

© Nicoletta Cinotti 2019 Scrivere la mente nel territorio dell’amore

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