Come si può spiegare un sentimento? E’ qualcosa che succede, non qualcosa che si fa, qualcosa che succede nel corpo e non un processo mentale”.  Alexander Lowen nell’introduzione del suo libro “Il narcisismo” introduce così il tema di una psicopatologia molto diffusa nei nostri anni, raccontando la storia di un suo paziente che “era quasi completamente senza sentimenti”, e chiedeva al suo terapeuta di “spiegarglieli”. Sul disturbo narcisistico è stato scritto tanto, e la bioenergetica ha dato il suo contributo sostanzioso radicando come sempre la teoria….nel corpo. Un corpo idealizzato e talvolta perfetto, o alla ricerca della perfezione. Un corpo privato delle sue sensazioni, affamato di sentimenti e di cibo quando il disturbo narcisistico è associato ad un disturbo alimentare.

Chi sono io?…..Immagini vuote allo specchio

Le caratteristiche fondamentali che accomunano il narcisismo ai disturbi alimentari sono relative a tratti di personalità che emergono nelle pazienti con dca nel corso del trattamento e della cura. I temi ricorrenti sono riferiti in termini di iniziale grandiosità, sensazione di essere speciali, ricerca di ammirazione e di potere, delirio di grandezza, onnipotenza del pensiero. A questi tratti fanno da specchio nei momenti di contatto con i propri limiti: senso di vuoto interiore, angoscia di annichilimento, rigidi schemi cognitivi (standard inflessibili, perfezionismo, rituali…), meccanismi di difesa primitivi (scissione, identificazione proiettiva), scarsa autostima ed alternanza di svalutazione di sé o dell’altro da sé.

Autostima: alla ricerca di un sé ideale

Alla base di entrambi i disturbi si nasconde una quasi totale carenza di autostima, che le pazienti anoressiche e bulimiche gestiscono con la pretesa irrealistica di controllo del Sé corporeo, come abbiamo esplorato nei precedenti articolo su questo tema. La persona con dca rivendica il diritto di disporre liberamente del proprio corpo, ricercando così un senso di superiorità e di unicità che ricalca in qualche modo la grandiosità narcisistica: la ricerca di un sé ideale nasce dal bisogno di superare i limiti di una vita reale insoddisfacente, e dalla ricerca di una perfezione che permetta di non sentire la “piccolezza” del proprio essere, della propria vita, delle relazioni affettive faticose o  inesistenti. Il contatto con la realtà è troppo doloroso e la difesa narcisistica una protezione difficile da abbandonare quando i sintomi del dca sono in fase di remissione.

Come nasce il narcisismo?

appoggioRiguardo alla possibile eziologia del Narcisismo in generale, non c’è consenso anche se la mancanza di empatia da parte dei genitori verso i bisogni del bambino sembra un’importante candidata, come sottolineato anche nella nuova versione del manuale dei disturbi mentali, DSM5. Un primo percorso possibile che porta al narcisismo è l’essere stato allevato in una famiglia incapace di fornire le necessarie attenzioni, cure e rispetto per i propri bisogni e attitudini. In un contesto di attaccamento disturbato, i genitori possono fallire nel riconoscere adeguatamente, nominare e regolare le emozioni del bambino, in particolare quando questi è particolarmente eccitato. Nello sviluppo il bambino viene quindi lasciato solo, con emozioni intense che non ricevono il riconoscimento o le risposte appropriate, e questo porta a una disregolazione affettiva.  Lowen afferma “Io non credo nel concetto di narcisismo primario. Ritengo che ogni forma di narcisismo sia secondaria e venga determinata da difficoltà nel rapporto genitori-figli”. E prosegue: “ I bambini sono in realtà privi di potere. Sono i genitori ad essere onnipotenti di fronte a loro, perché hanno, letteralmente, potere di vita o di morte sui figli” (Il narcisismo).

Nessun appoggio: esperienze precoci di disregolazione emotiva

I disturbi alimentari come disturbi narcisistici, secondo un’ottica psicofisiologica, avrebbero origine da un disturbo dei processi di integrazione fra distretti corporei, le loro funzioni e le diverse esperienze psicofisiche (V. Ruggieri 1994). L’assenza di esperienze psico-corporee positive quali quelle d’appoggio, sono esperienze fondamentali per l’adeguata percezione dell’esserci: una corretta modalità di appoggio consente di alleggerire il peso corporeo riducendo le tensioni muscolari. L’esperienza dell’appoggio strettamente collegata alla costruzione della “fiducia”, è un’esperienza appresa nel corso delle prime esperienze madre-figlio: una esperienza positiva consentirà al bambino il passaggio progressivo da un etero-appoggio ad un appoggio autonomo; premessa fondamentale ed indispensabile per sviluppare capacità relazionali e per acquisire sicurezza al fine di poter iniziare comportamenti esplorativi. Il rifiuto del corpo nell’anoressia e nella bulimia (e la ricerca progressiva di un corpo ideale), come diritto di esistere di ogni essere umano, fa’ si che la negazione del proprio corpo comporti una negazione di se stessi e del proprio diritto e desiderio di essere al mondo. Quando si impone un disturbo alimentare, significa che la persona ha vissuto una guerra tra i propri desideri ed il riconoscimento di essi da parte dei genitori. Una condizione di vita questa che ha attaccato ferocemente la propria autostima e la possibilità di essere in contatto con sé, se non idealmente attraverso la difesa narcisistica, unica via di salvezza.

La comprensione chiave della terapia

Non si possono intaccare tali difese se non se ne capisce a fondo la funzione, e questo è possibile solo con la collaborazione del paziente, raccomanda Lowen. “Perché aveva costruito delle difese così forti contro i sentimenti? Perché si era sepolto in quella struttura caratteriale? Di cosa aveva realmente paura?” (Il narcisismo). Le domande poste da Lowen al suo paziente sono quelle che spesso ci troviamo a rivolgere silenziosamente alle pazienti con dca, persone che hanno costruito un mondo difensivo con un sintomo ben strutturato ed ancorato al corpo. “Il mio trattamento con i pazienti narcisisti è diretto ad aiutarli ad essere in contatto con il proprio corpo per recuperare i sentimenti soppressi e recuperare l’umanità perduta”. Per far questo è necessario ridurre le tensioni muscolari e le rigidità che impediscono alle sensazioni di emergere, e di accogliere con grande umanità e comprensione quanto faticosamente affiora. La chiave della terapia è la comprensione. Tutti i pazienti hanno un bisogno disperato di qualcuno che li capisca…questi pazienti molto di più, per la loro enorme fragilità e paura di contattare emozioni e sentimenti troppo intensi per essere contenuti entro i confini psico-corporei.

Alice_15a

“Il Bruco e Alice si guardarono a vicenda per qualche tempo in silenzio;

 finalmente il Bruco staccò la pipa di bocca, e le parlò:

 Chi sei? — disse il Bruco. 

Alice rispose con qualche timidezza: 

Davvero non te lo saprei dire ora.

 So dirti chi fossi, quando mi son levata questa mattina, 

ma d’allora credo di essere stata cambiata parecchie volte…

….e non capisco più nulla!”

Alice nel paese delle meraviglie

Lewis  Carrol

a cura di Silvana Nozzolillo ©

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

leggi come usiamo i tuoi dati (informativa sulla privacy)

 

Vuoi ricevere

Iscrizione Completata con Successo!