Nell’articolo pubblicato ieri sulla Newsletter elencavo sette comportamenti che alimentano la sensazione della felicità per Shawn Achor. Di tutti quello che preferisco è senza dubbio spendere senza comprare cose. Detto così sembra suggerire uno sorta di spreco. Invece suggerisce di spendere per l’acquisto di beni condivisi e condivisibili con gli altri. Con le persone che amiamo. Condividere una cena, un cinema, un viaggio, una passione.

Tra qualche mese compirò 60 anni: stanno iniziando ad arrivarmi gli inviti dei miei vecchi compagni di classe per le feste di compleanno. E qualche mese fa ho iniziato a domandarmi cosa volevo regalarmi per questo compleanno che mi sembra davvero un punto di svolta della  vita (fa un certo effetto diventare così grandi). Mi sono chiesta che cosa mi rende felice. E, anche, che cosa nella mia vita è stato, sempre, un rimedio contro qualsiasi tristezza e malattia. Quando ho dato vita a questo blog è stato perchè le mie idee cliniche, personali, le mie prospettive professionali venivano regolarmente censurate, rallentate, passate al setaccio. E questo mi rendeva tristissima: a volte perchè pensavo di non valere niente, a volte perchè mi sentivo ingiustamente punita. Ho pensato che l’unico modo che avevo per darmi voce era pubblicarmi. Scrivere ogni giorno quello che pensavo e pubblicarlo in rete perchè quella censura mi toglieva la voglia di vivere.

Oggi posso dire che questo blog ha curato la mia tristezza e ha fatto molto, molto di più. Mi ha fatto imparare cose che, se non avessi scritto, non avrei mai imparato. Mi ha fatto incontrare persone, condividere emozioni, mi ha fatto dire quello che credo vero sulla psiche e su cosa succede nel nostro mondo interno (e qualche volta esterno). Mi ha insegnato che i fallimenti  sono le più grandi occasioni della vita. E chi ti mette in difficoltà in realtà ti sta offrendo una opportunità: sta a noi scegliere se coglierla o lottare contro vento.

Le parole che ho scritto – verbi, avverbi, punteggiatura, aggettivi – hanno contributo in maniera sostanziale alla mia felicità ma non sarebbero state così efficaci se non le avessi condivisi. Se non avessi inviato ognuna delle poesie che tengo con me – la mia personale aspirina per l’anima – alle persone che conosco e a quelle che non conosco. Chiunque scriva non scrive solo a se stesso. Scrive al suo lettore ideale, come dice Stephen King (per lui è sua moglie). Ogni parola che scrivo è per condividerla con il mio lettore, cioè con te.

Nello scrivere di clinica e psicologia, ho raccontato chi sono e l’ho raccontato anche a me stessa. Ho rattoppato i buchi che la vita faceva nella mia trama con la comprensione e la scrittura. Perchè questa credo che sia, fin dalla notte dei tempi, la vera ragione della scrittura. Scrivere cura e permette di rattoppare gli strappi nella trama della vita. Scrivere dà espressione e nessuna persona può rinunciare all’espressione, qualunque forma prenda. Tutti coloro che scrivono – saggisti, poeti, narratori, sceneggiatori – alla fine scrivono in modo più o meno diretto di se stessi con qualche ingrediente aggiuntivo. Il saggista ti racconta la sua passione proprio come il poeta.

Così è nato il convegno/laboratorio La bellezza delle parole che si terrà a Chiavari. Non è il giorno del mio compleanno: è il mio regalo di compleanno. E so che quello che lo renderà davvero unico sarà condividerlo con chi sarà presente. Perchè non c’è felicità senza condivisione e per me non ci sarebbe stata felicità senza l’amoroso dialogo tra lettore e scrittore.

Prima di cominciare a scrivere dedica quello che scriverai e metti una intenzione. Offri l’impegno e il frutto di quello sforzo in modo che poi non appartenga più a te ma a tutti. Gail Sher

Pratica del giorno “Scrivere la mente”: Oggi scrivi qualche parola, senza trama, solo le parole che ti vengono in mente alla rinfusa. Lasciale decantare sulla carta qualche ora e poi riguardale stasera. Forse ti parleranno in modo nuovo.

© Nicoletta Cinotti 2018 La bellezza delle parole

La bellezza delle parole

 

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