Qualche anno fa un giovane dottorato di Harvard, Shawn Achor, decise di esplorare la relazione tra la felicità e il successo. Di solito pensiamo che il successo ci renda felici. Shawn Achor  sostiene l’opposto: è il fatto di essere felici che aumenta le nostre possibilità di avere successo. Nel sostenere questa tesi – e nel fare il corso sulla felicità che è uno dei più frequentati di Harvard ed esportati nelle aziende di tutto il mondo – Shawn Achor sottolinea alcuni ingredienti essenziali. Tra queste il nostro comportamento di spesa.

Come spendere i propri soldi?

Ho passato la giornata di ieri dietro agli acquisti natalizi: alla fine ero confusa ed esausta con la sensazione, sgradevole, di aver buttato via dei soldi, più che di aver acquistato felicità per me e per le persone che amo.

Devo dire che non riesco a risparmiare sui regali natalizi, anche se tutti gli anni mi riprometto di essere più saggia. Perché? Perchè non rinuncio volentieri al senso di gioia per la sorpresa strabiliante salvo poi rimproverarmi di aver esagerato.

Ho un’infanzia di regali non ricevuti: compenso così anche se non mi sembra una buona idea.

La povertà ha il suo periodo

Il senso di povertà non è economico: è intimo. Così conosco persone molto ricche che vivono una vita misera e persone misere che vivono una vita ricchissima. Quello che ho capito è che è necessario accettare il senso di mancanza per andare oltre il senso di povertà. La mancanza porta con sé un sacco di doni e può essere trasformata in saggezza. Quando faccio regali esagerati non sono saggia: voglio colmare una mancanza che sta dentro di me e non nella vita delle persone che amo.

Le emozioni che otteniamo da oggetti materiali sono effimere e frustranti mentre spendere soldi per condividere con altri emozioni positive rafforza i legami sociali e genera emozioni positive più durature. Spendere per concerti, cene con amici, viaggi di piacere offre emozioni positive più stabili dell’acquisto di una borsa costosa. Stessa cosa vale per la spesa pro-sociale, ossia per le donazioni liberali ad enti ed associazioni filantropiche. Quest’anno ho scelto Pandolci e Panettoni solidali della Cooperativa Tassano.

La bolla immobiliare

Ho un paio di amiche americane che sono state rovinate dalla bolla immobiliare: hanno comprato case costosissime sulle quali hanno fatto un mutuo altrettanto impegnativo per ritrovarsi poi, allo scoppiare della bolla immobiliare americana, con un bene che aveva perso il 50% del suo valore.  Sta succedendo lo stesso anche in Italia. Il costo delle case si abbassa e quindi anche la ricchezza di chi una casa l’aveva già comprata. Così, mi sono detta, diventiamo tutti più poveri ma come fare a diventare più poveri e più felici?

In uno studio appena pubblicato sulla rivista scientifica Pnas alcune persone hanno avuto la facoltà di spendere del denaro o per attività in grado di far risparmiare loro tempo (pulizie di casa, servizi di ristorazione per evitare di dover cucinare, etc.) o per l’acquisto di beni materiali.I risultati mostrano inequivocabilmente che chi spende denaro per attività immateriali è più felice perchè “guadagna tempo per se stesso”.

Le mie amiche americane mi hanno consigliato un libro Peace and Plenty: finding your path to Financial security che ha qualche buona idea che vorrei condividere con  te.

Non invidiare chi non ha avuto perdite

Non invidiare chi non ha avuto perdite, inizia così Sarah Breathnach, con una affermazione che può sembrare paradossale e che lei esprime come base per affermare che tutti noi prima o poi dobbiamo fare i conti con una perdita. Chi non li fa prima dei quarant’anni potrebbe aver difficoltà ad affrontarle quando arriveranno perchè la vita è un contabile che non fa sconti. Così come affrontare la perdita nella nostra vita (economica o emotiva che sia?) Accettare che fa parte del gioco e che non c’è un modo certo per evitare le perdite possibili. Possiamo solo impegnarsi per imparare la lezione che la perdita porta nella nostra vita. Questo, anche se può sembrare strano, è un primo passo verso l’abbondanza.

Coloro che non hanno niente di buono da dire è perché non hanno ancora iniziato ad ascoltare. Clarissa Pinkola Estés

Il piacere della parsimonia

A Camogli c’è un negozio di Pasta Fresca. Vanno pazze per mio marito. Perché? Perchè sa sempre la giusta quantità di cose da comprare: non compra mai a caso. È vero. Se fa la spesa lui non avanza nulla. Saper scegliere la giusta quantità non è questione di avarizia ma di parsimonia: un modo per aver cura delle nostre risorse economiche. Spesso è un’arte più femminile che maschile perché le donne non saranno economiste ma sanno sempre che le risorse sono un patrimonio da gestire. Tutte le donne sono parsimoniose in qualcosa. Ti piace cucinare? Probabilmente non risparmi sulla qualità degli alimenti ma ne fai un uso parsimonioso. Ti piace leggere? Probabilmente eviti di comprare libri inutili. Tutto quello che amiamo segue la legge della parsimonia perché gli diamo un valore. È il valore che attribuiamo alle cose che ci rende parsimoniosi e riconoscere la propria capacità di essere parsimoniosi è prezioso. E permette di non entrare nell’avarizia.

L’ipocrisia sui soldi e la gratitudine

Niente come i soldi ci rende insinceri. Facciamo finta di averne di più o di meno. Nascondiamo la verità perché temiamo l’invidia e la commiserazione. Il punto è che i soldi non sono un merito o un demerito ma, nello stesso tempo, pochi o tanti che siano meritano il rispetto che viene dalla gratitudine. La gratitudine è una emozione fondamentale per riconoscere l’appagamento che deriva da quello che abbiamo e per sentire che niente è scontato. Insegnare a dire grazie ai propri figli non è un atto di semplice educazione: è insegnare che c’è il senso dell’appagamento. Quello che dichiariamo ogni volta che proviamo gratitudine è il nostro appagamento. La gratitudine riempie gli spazi vuoti e può esistere solo se c’è un vuoto pronto a ricevere. Non esiste senza il senso di un vuoto che viene colmato. Offre dopo il senso di sazietà ma sorge nel momento in cui siamo consapevoli che qualcosa sta colmando il nostro vuoto. Così, in qualche modo, povertà e gratitudine sono emotivamente connessi.

Tenere un Diario della gratitudine è un’azione basilare e uno strumento fondamentale per coltivare il senso di Abbondanza. IL Diario della Gratitudine è una nota di ringraziamento quotidiano all’Universo. Sarah Breathnach

Non vivere al di sopra dei propri mezzi

Qualche anno fa un politico italiano suggeriva di fare prestiti per avere ciò che desideravamo. Che è la stessa politica delle carte di credito retail. In realtà, indipendentemente da quanto possediamo, la nostra serenità finanziaria viene da una percezione di proporzione tra quello che abbiamo e quello che spendiamo. Quello che salva le nostre giornate non è tanto la quantità di denaro ma la quantità di paura che dobbiamo calmare quando mettiamo ordine nei nostri conti. Sembra che il denaro cambi tutto ma una cosa è certa: la quantità di denaro non cambia la tua relazione con il denaro stesso. Puoi essere ricco e continuare a sentirti povero. Essere povero ed essere soddisfatto. Questo succede anche perché non possiamo parlare davvero di denaro con nessuno. Io ascolto i più inconfessabili segreti ma raramente so la verità sulla disponibilità economica delle persone. Perché i soldi sono l’ultimo e più resistente dei tabù: mostriamo ma non parliamo della nostra gestione economica senza un velo di insincerità. Non ne parliamo se siamo ricchi. Non ne parliamo se siamo poveri. Le uniche persone che parlano di soldi sono quelle che li chiedono e questo contribuisce a farci sentire nervosi.

Tre strumenti essenziali

Nel sentiero della serenità e abbondanza, dice Sarah Breathnach ci sono tre strumenti essenziali: un Diario dei soldi ben spesi, il Forziere della SoddisfazioneLa Pace dell’equilibrio. Il Diario dei soldi ben spesi ci aiuta a mettere a fuoco quelle spese che ci hanno dato serenità e gioia. Il Forziere della Soddisfazione ci aiuta a coltivare il senso di gratitudine e la Pace dell’equilibrio nelle nostre spese ci aiuta a non entrare nella paura di aver esagerato.

L’uso anche di uno solo di questi strumenti porta a fermarci, a fare una pausa nella nostra giornata per ricalibrare un senso di ottimismo e agio. Giocare con tutti e tre può, nel giro di poco tempo, aiutarci a riportare equilibrio nelle nostre finanze ma anche nel nostro misterioso rapporto con i soldi.

Fare economia non è allegro ma ci avvolge in un tessuto di adempimento che ci consente di sperimentare la pienezza della vita, indipendentemente da quanta acqua è nel nostro bicchiere. Sarah Breathnach

© Nicoletta Cinotti 2019

 

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

leggi come usiamo i tuoi dati (informativa sulla privacy)

 

Vuoi ricevere

Iscrizione Completata con Successo!