La nostra tendenza all’idealizzazione può farci pensare che meditare sia stare del tempo in una pace senza pensieri.
Può farci pensare che la meditazione perfetta è una specie di nirvana. Può farci pensare che la meditazione include tutto, tranne sentirsi male o a disagio. Oppure etichettare come “pensiero” ciò che ci fa stare male solo per metterlo da parte. Può darsi che questo sia vero per alcuni tipi di meditazione. Non è così per la mindfulness.

La consapevolezza richiede la nostra disponibilità a sporcarci le mani, a guardare gli aspetti di noi – negativi, sporcarsi le manipositivi o neutri – con interesse e curiosità. E’ la scissione tra il corpo e la mente che ci fa pensare che alcune cose vadano bene e altre male. Tutta l’esperienza quando è conosciuta, è meditazione.

Una meditazione passata ad essere consapevoli di quanti criceti abbiamo in testa che girano continuamente su ruote panoramiche è un’ottima meditazione! Perché siamo stati presenti, perché siamo stati precisi, perché siamo stati gentili.

Le emozioni sono composte di energia, che può essere equiparata all’acqua e da un processo dualistico di pensiero, che può essere come un pigmento colorato. Quando l’energia e il pensiero si mischiano, diventano emozioni vivide e colorate. Trunga Rinpoche

Pratica del giorno: Il panorama della mente

© Nicoletta Cinotti 2014 Mindfulness ed emozioni

Quanti pensieri avete durante la meditazione e cosa fate con i vostri pensieri?

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