Nell’itinerario tra le coppie di opposti c’è un’altra, consueta domanda: “Starò facendo bene? Starò facendo giusto?”. Non nomina lo sbagliato esplicitamente ma lo rende, implicitamente, strumento di misura di tutte le cose. Con quel pizzico di catastrofico senso di colpa che accompagna questa domanda. Chi non immagina conseguenze catastrofiche dei propri errori alzi la mano!

Qui la mindfulness fa una virata inaspettata perché non consola il dubbio con la rassicurazione e nemmeno con regole di comportamento. Non alimenta la nostra tendenza a scavare ma ci invita ad aprire. A stare con il cuore e la mente aperti di fronte ai nostri presunti errori perché ci svelino la loro natura. Non ci invita a correre ai ripari, non ci invita a rimediare. Con tutta la forza della nostra debolezza ci invita a guardare la nostra paura dell’errore fino ad incontrare con coraggio la verità. Ci invita, in una parola, a conoscere.

Stare seduti di fronte al proprio dubbio non richiede nessuna reprimenda, nessun rimprovero. Solo apertura. Non è facile rimanere aperti di fronte ai propri errori. Non è facile omettere la giustificazione, tenerli davanti per guardarli in tutta la loro dimensione senza entrare nella stanza del senso di colpa o in quella della giustificazione. Eppure questo è tutto quello che ci chiede la pratica di mindfulness: presenza.

L’errore è il nostro Golgota: cerchiamo spesso di trovare qualcuno a cui far portare la nostra croce eppure portarla conduce ad un bagliore di salvezza, ad una resurrezione.

Quando nella mente vi nasce il pensiero e la domanda «Sto facendo giusto?» e genera dubbio e confusione c’è un’altra risposta da dare, una risposta che proviene dalla natura non strumentale della pratica meditativa, dal fatto che la meditazione non consiste nell’andare da qualche altra parte ma semplicemente nell’essere dove vi trovate già e saperlo. Da questo punto di vista, se rimanete nella consapevolezza state andando bene qualunque cosa proviate, che sia piacevole spiacevole o neutra. Se vi annoiate e ne siete consapevoli state andando bene. Se siete spaventati e lo riconoscete, state andando bene. Se siete confusi e lo sapete, state andando bene.
Se siete depressi e lo sapete, state andando bene. Se di colpo prendete consapevolezza che la vostra fabbrica dei pensieri non chiude mai per ferie e invece di lasciarvi trascinare nell’agitazione riuscite a «essere la conoscenza stessa», allora state andando bene. E se di fatto siete travolti dall’agitazione e dalla proliferazione dei pensieri e dalla loro fabbricazione e dal fragore di cascata della mente pensante e ne siete consapevoli, e riuscite a «essere quella conoscenza» in quel momento, allora state andando bene. Jon Kabat Zinn

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del respiro

Poesia del giorno: C’è una frattura

© Nicoletta Cinotti 2020 Pratiche informali di ordinaria felicità 4

Oggi scade l’early bird discount per il protocollo MBSR online e per il Protocollo MBCT Online

La copia di questo contenuto non è consentita

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

Subscribe

* indicates required
Vuoi ricevere
Email Format

Iscrizione Completata con Successo!