Io faccio l’architetto. In teoria faccio la psicologa ma in pratica faccio l’architetto e adesso ti spiego perché.

Le persone che vengono da me, che sia per una psicoterapia individuale o per un protocollo mindfulness, vengono con il progetto di cambiare qualcosa. Anzi in genere all’inizio vengono con il progetto di cambiare molto. Poi, a ben vedere, gli sembra che forse non è poi così necessaria una ristrutturazione generale ma basta cambiare l’arredamento di qualche stanza e spostare qualche muro. Allora inizio a disegnare il progetto. Poi però quando si tratta di buttar giù quel muro, aprire quella porta, chiudere quella finestra, spostare gli allacci, incominciano a temere che quella casa non gli assomigli più. Che in fondo sono scomodi ma non è poi così male e che lasciare il vecchio per il nuovo non sempre è prudente o è una buona idea. Il problema è che a parole continuano a dire di volere un cambiamento radicale ma nei fatti ostacolano questo cambiamento con piccoli o grandi atti mancati (In genere il cambiamento si ostacola con quello che non facciamo). Non riescono ad impegnarsi a casa, saltano gli appuntamenti, rimandano le cose importanti.

E allora, a quel punto, proprio in quel preciso momento, io mi rilasso, perché capisco che il mio lavoro sarà molto più semplice di quello che credevo. Perché non si può lottare contro la resistenza al cambiamento. Ci sono sicuramente buone ragioni per cui una persona resiste al cambiamento e buone ragioni per cui sia meglio lasciar perdere. Il punto è che se siamo convinti che ci sia una buona ragione per rimanere così come siamo è bene non andare contro questa buona ragione. A quel punto il mio lavoro è più semplice: senza spostare muri, cambiate allacci, aprire e chiudere porte, devo solo accompagnare le persone a volersi bene così come sono. Certo, a volte a questo punto scatta una nuova fase di ribellione. Come, dovrei accettarmi per come sono? Dovrebbe andarmi bene così la situazione? Non dovrei arricciarmi le maniche e lottare con le unghie e con i denti? No, ti ricordi, rispondo Mi hai appena detto che non vuoi fare cambiamenti….Ah già, con me la mindfulness non funziona! replica prontamente la persona che ho di fronte. E io penso, tra me e me, meno male che c’è sempre un colpevole!:-)

Pratica di mindfulness: Incontrare la resistenza

© Nicoletta Cinotti 2021 Il programma di Mindful Self-compassion

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