Ovvero niente sex se c’è stress?

Non so se hai presente l’articolo “La forza di gravità, lo stress e il colpo della strega”: è un articolo molto legato alla relazione che c’è tra stress e sessualità. Lowen illustra molto chiaramente come le tensioni legate allo stress finiscono per scaricarsi nella zona lombare. Proviamo a vedere cosa succede alla nostra sessualità visto che una delle funzioni della zona del bacino è, per l’appunto, quella sessuale.

La scarica sessuale

Molto spesso parliamo di scarica sessuale perchè la sensazione che abbiamo dopo un rapporto sessuale soddisfacente è una sensazione piacevole di relax e di scarica. È vero che la sessualità ha anche moltissime altre funzioni: ci permette di costruire legami affettivi, nutre il nostro bisogno di intimità e di relazione, risponde al bisogno di contatto del corpo. Ma non possiamo dimenticare che c’è anche un elemento fisiologico che si esprime attraverso il crescere dell’eccitazione e l’acme dell’orgasmo. Cosa succede però se il nostro bacino è bloccato? Oppure cosa succede se siamo molto carichi di stress?E in che modo la fisiologia dei processi di carica e scarica entra in relazione con un aspetto così relazionale come la sessualità?

La bioenergetica offre molte risposte a queste domande. La prima riguarda il processo di carica e scarica. La carica relativa ad una sensazione fisica o emotiva segue un andamento di crescita che raggiunge un acme e poi decresce. Se abbiamo contrazioni fisiche quello che succede è che la tolleranza alla crescita della tensione è minore, ma soprattutto la scarica è interrotta. In questo modo tolleriamo meno pressione ma, soprattutto, non riusciamo a scaricare la tensione alla quale siamo sottoposti. Si verifica una scarica parziale e quindi la tensione successiva ha minore spazio di tolleranza, fino a che la tensione che possiamo reggere è davvero minima rispetto alle richieste del nostro quotidiano.

L’orgasmo dovrebbe essere una esperienza che muove e commuove.Se tutto il corpo si muove spontaneamente e specialmente se il cuore risponde, allora si ha un orgasmo completo. È quello che tutti speriamo di raggiungere nell’atto sessuale. Alexander Lowen

Non creiamo una mistica della scarica

Il fatto che carica e scarica siano collegati e che la scarica sessuale sia un elemento importante della nostra vita adulta non deve creare una mistica della scarica sessuale. Come dice Lowen, non si piange per scaricare la tensione, si piange perchè si è tristi. Nello stesso modo, anche se un rapporto sessuale soddisfacente ha un effetto di scarica della tensione non si fa sesso per scaricarci: sarebbe un modo meccanico di intendere la sessualità che non migliorerebbe né la nostra salute né la relazione.

Detto questo è vero che le tensioni interferiscono sia sulla qualità del piacere che proviamo che sull’intensità della scarica. Le tensioni hanno il compito di controllare le sensazioni del corpo mentre il piacere e la sessualità richiedono un certo grado di abbandono del controllo. Questo abbandono del controllo si ottiene attraverso una libertà nel movimento delle pelvi che dovrebbe essere libera di basculare accompagnando il movimento del respiro, come mostra l’immagine sottostante.

Se il basculamento del bacino è bloccato ci sono due conseguenze principali: la prima è che il respiro è superficiale e la superficialità del respiro diminuisce l’intensità della percezione. La seconda è che il movimento di basculamento del bacino che accompagna l’atto sessuale è ridotto e questo interferisce con la qualità del piacere sessuale ma anche con l’intensità del desiderio. Se congeliamo il respiro per non sentire, in qualche modo congeliamo anche il movimento del bacino e le funzioni ad esse collegate.

A meno che non scegliamo la strada paradossa. La strada paradossa è sempre una possibilità ed è l’affermazione – nella pratica – del fatto che gli estremi si toccano. In questo caso il fatto che la sessualità non sia pienamente soddisfacente aumenta la ricerca di sessualità, sia per scaricare la tensione che per cercare il soddisfacimento.

Il riflesso orgasmico non è tutto

All’inizio della terapia bioenergetica l’attenzione che veniva data al riflesso orgasmico era prioritaria. Sembrava che tutta l’efficacia della psicoterapia stesse nel riportare l’ampiezza del basculamento del bacino e il conseguente riflesso orgasmico. Nel tempo Lowen comprese che questo non era il vero punto. Il vero punto è uscire dalla meccanicità. Se siamo distaccati dal corpo, se la nostra testa è altrove, possiamo anche avere un corpo libero da tensioni ma non ci sarà vero piacere. Il vero piacere nasce dall’integrazione tra sesso e cuore ma anche tra sesso, testa e cuore. Quello che succede nelle situazioni di stress non è solo una tensione fisica a livello del bacino. È anche una invasione di pensieri che ci porta altrove e diminuisce la qualità e la quantità di contatto relazionale. il nostro range emotivo si appiattisce e cerchiamo la soluzione nell’unico posto dove non possiamo trovarlo: lo spazio di una mente chiusa dai problemi.

Su questo Lowen è molto chiaro: lasciamolo dire a lui

La terapia bioenergetica non dà al riflesso orgasmico la stessa importanza che vi attribuiva Reich. Non che non sia importante o che la terapia non miri a farlo sviluppare ma altrettanta importanza deve essere attribuita alla capacità del paziente di trattare lo stress. Alexander Lowen

Come trattare lo stress che interferisce con la sessualità

Nella sessualità sperimentiamo una miscela tra tenerezza e aggressività intesa come capacità di perseguire i propri scopi. Il desiderio è percepito come attivazione della parte frontale del corpo mentre l’aspetto assertivo coinvolge la catena dorsale, ossia la parte posteriore. In questa miscela tra tenerezza e aggressività non c’è ostilità ma, piuttosto, un desiderio che cerca il modo di affermarsi e realizzarsi. L’aggressività è anche la stessa forza che permette di affrontare lo stress. Come possiamo mobilizzare le pelvi perchè esprimano il giusto grado di aggressività? Attraverso un movimento che nasce dal basso, dai piedi. È la possibilità di sentire l’energia nella parte bassa del corpo che permette alla pelvi di muoversi senza contrarre la zona addominale, che riduce la percezione dei sentimenti di tenerezza e senza contrarre le natiche, azione che limita la scarica. Se facciamo riferimento al grounding come modo per mobilizzare la pelvi lasciamo che ogni persona sia libera di trovare il proprio movimento di oscillazione del bacino e la propria apertura alla sessualità.

La scelta quindi non è quella di guardare in modo isolato alla sessualità ma di tornare in contatto con un movimento coordinato che coinvolga tutto il corpo. Partiamo dai piedi, dal basso, per aprire la mente e il cuore alla sessualità. In questo modo, in maniera progressiva, le tensioni del corpo potranno sciogliersi e aprire una nuova strada di liberta espressiva sia della propria sessualità che della propria capacità di fronteggiare le situazioni stressanti.

© Nicoletta Cinotti 2018 Photo by©kinga-cichewicz-547999-unsplash

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