Quando ci innamoriamo – e forse ogni relazione, anche di amicizia, inizia perchè un po’ ci innamoriamo – tutto dell’altro ci appare gradevole o per lo meno accettabile. La spinta e la curiosità verso la nuova relazione a volte può farci essere anche un po’ incauti. Può farci pensare che con quella persona le difficoltà che avevamo avuto con altre non si ripeteranno mai.

E, infatti, a volte, non si ripetono le stesse difficoltà ma ne incontriamo di nuove. A volte, invece abbiamo proprio le stesse difficoltà. Sembra lo stesso film ma con attori diversi. E molto spesso, a questo punto, arriva la delusione e la rabbia. Così particolari insignificanti iniziano ad avere importanza e a darci fastidio, a volte fino all’avversione. E iniziamo l’altalena tra simpatia e antipatia che spesso si prolunga per molto tempo. Un tempo non felice.

È a questo punto che bisogna togliersi le scarpe. Cosa vuol dire? Vuol dire riconoscere con onestà e precisione quale fame nascosta l’altro doveva soddisfare nelle nostre intenzioni. Quale bisogno segreto doveva saziare, quale aspettativa e quale promessa di felicità – non dichiarata – aveva sottoscritto. Perchè molta della nostra delusione nasce da quell’insieme, poco consapevole, di aspettative e di desiderio di trovare una risposta magica ai nostri bisogni. Così, prima ancora di vedere l’altro per com’è davvero, abbiamo visto la possibilità che rispondesse alle nostre necessità, necessità che non avevamo nemmeno tanto esplicitamente presenti ma che lavoravano nel sotterraneo.

Togliersi le scarpe è l’atto – simbolico – che facciamo quando pratichiamo. Possiamo stare in tutte le posizioni che vogliamo: seduti sulla sedia, sdraiati, nella posizione del loto, sul panchetto, sul cuscino o sullo zafu. Ma senza scarpe. Perchè scegliendo di praticare abbiamo dichiarano la nostra disponibilità a lasciar andare le nostre pretese. E le pretese sono i mattoni più solidi della nostra infelicità.

Così meglio togliersi le scarpe, meglio abbandonare le pretese e guardare che cosa, con sorpresa, l’altro ci porta di nuovo. Anche se lo conosciamo da tantissimo tempo. Proprio perchè l’abbiamo appena conosciuto.

Quando inizi a cantare dal cuore, i passaggi tra una frase e l’altra cambiano. Jennifer Lopez

Pratica di mindfulness: I suoni del silenzio

© Nicoletta Cinotti 2016 Tornare a casa

Foto di © Silvia Gottardi

 

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

leggi come usiamo i tuoi dati (informativa sulla privacy)

 

Vuoi ricevere

Iscrizione Completata con Successo!