Tra autostima e self compassion

Veniamo da una generazione in cui ci è stato insegnato che la cosa importante è avere autostima. Essere consapevoli del proprio valore e delle proprie capacità. Essere orgogliosi di come ci muoviamo nel mondo. Veniamo da una generazione che aveva la certezza che, impegnandosi, tutto sarebbe stato possibile. Noi abbiamo la fiducia che, impegnandosi, qualcosa venga fuori. I nostri figli hanno il dubbio se vale o meno la pena impegnarsi.

Adesso che impariamo che non sempre all’impegno corrisponde un risultato. Che non sempre i nostri risultati dipendono da quello che facciamo, l’autostima diventa una sensazione scomoda. Più un pungolo all’insoddisfazione che una spinta alla creatività. Più un memento dei nostri limiti che della nostra realizzazione.

È sempre più fondamentale ricordarsi che è facile avere autostima in condizioni positive ma difficile se si affrontano difficoltà. E che la soluzione non è lamentarsi, non è piangersi addosso, o, peggio ancora, piangere addosso agli altri il proprio disagio. Piuttosto è fare il gesto, semplice, che impariamo da bambini: consolarsi. Consolarsi con affetto in modo che il nostro conforto non diventi una giustificazione ma una chiara visione della nostra e altrui realtà.

In questo passaggio dall’autostima alla self compassion impariamo che il lamento è un modo per segnalare che qualcosa ha bisogno di essere riconosciuto e accolto. E, se non facciamo quel passaggio, se mettiamo il silenziatore ai nostri lamenti, l’unica cosa che otterremo sarà che i lamenti degli altri ci sembreranno insopportabili. Perchè ci ricorderanno le parti di noi che nessuno ha consolato.

In questo passaggio dall’autostima alla self compassion ricordiamo che siamo in un processo come un fiume che arriva al mare, attraversando diversi paesaggi. Che oggi è in divenire e non sappiamo, in senso letterale, dove saremo domani. Forse sorpresi dal nostro stesso andare.

La coscienza si schiude come il bocciolo di un fiore, in modo così graduale che non è possibile percepirne il cambiamento. Alexander Lowen

Pratica del giorno: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2017 Dimorare nel presente, dimorare nel corpo Foto di ©Ekaterina Pedroni

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