L’empatia e la compassione sono due sentimenti spesso confusi. Eppure si differenziano in modo sostanziale.

La radice della compassione è personale: se proviamo compassione per noi, per i nostri errori non possiamo non provare compassione anche per le difficoltà degli altri in un allargamento del senso della connessione e della relazione.

L’empatia è invece più simile ad una sorta di contagio doloroso: sentiamo il dolore degli altri come se fosse nostro e per non provare quel dolore – che ci farebbe sentire in colpa – evitiamo di fare cose di cui abbiamo bisogno.

Ho visto tante persone bloccate da un eccesso di empatia, incapaci di fare delle scelte fondamentali perché non tolleravano l’idea di far soffrire qualcuno che amavano. L’empatia può diventare la paura di deludere l’altro con grande facilità.

La compassione invece libera perché non ci sottrae al rispetto di noi stessi ma lo sostiene con la saggezza della comprensione.

Così se siamo in dubbio rispetto a quello che proviamo abbiamo delle semplici domande che possiamo porci: provo per me lo stesso sentimento che provo per l’altro?

Offro a me le stesse opportunità che offro all’altro? Facendolo mi sento più libero o più bloccato? Perché la strada della compassione è una strada di libertà.

La compassione trasforma la mente e la consapevolezza fornisce le basi e la stabilità per questo cambiamento. Paul Gilbert

Pratica di mindfulness: Self compassion breathing

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©curry15

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