Ci sono tre fattori che costruiscono la nostra sensazione di libertà e soddisfazione.

Il primo è la consapevolezza: tutto quello che si muove senza che noi sappiamo dargli un nome ci rende inquieti e irrequieti. Quindi essere consapevoli di ciò che ci accade, saperlo riconoscere e nominare è fondamentale per il nostro senso di stabilità e soddisfazione. Da solo però non è sufficiente. Conoscere non cambia e come molti dicono, ho capito tutto ma non mi serve per fare qualcosa di diverso.

La consapevolezza da sola, infatti, non basta : necessita della capacità di esprimere – a parole o con i fatti – ciò che anima la consapevolezza stessa. Così quello che abbiamo compreso cambia la nostra vita. Le dà la forma che ci rappresenta e riduce quella tensione tra chi siamo e chi vorremmo essere. L’espressione però ha bisogno della sensibilità della padronanza. Non possiamo esprimere noi stessi senza tenere conto del mondo di affetti e relazioni che ci circonda. Per essere felici abbiamo bisogno che questo equilibrio sia rispettoso dei nostri desideri e sensibile verso i desideri degli altri.

Perché questi tre fattori siano in equilibrio – consapevolezza, espressione e padronanza – abbiamo bisogno di altri tre fattori, che io immagino come enzimi. Abbiamo bisogno di concentrazione per poter fermare l’attenzione a sufficienza e per andare in profondità quel tanto che ci è necessario.

Abbiamo bisogno della presenza che nasce dalla concentrazione e, infine, abbiamo bisogno di saggezza perché questo processo ci faccia dimorare davvero nella nostra vita.

Così se uniamo consapevolezza, espressione di sé e padronanza, a concentrazione, presenza e saggezza, qualunque sia il guaio che ci troviamo ad affrontare, sarà una straordinaria opportunità di apprendimento. Una di quelle opportunità che ti cambiano la vita.

Come si fa? Precisamente prendendoci un momento per cambiare direzione, per tirarci fuori dal fiume del pensiero e sederci sulla sponda e riposarci un po’ nelle cose così come sono, al di sotto dei pensieri o, prima del pensiero. Questo significa stare per un momento con ciò che è e fidarci di quello che di più profondo e migliore c’è in noi stessi. Jon Kabat Zinn citato in Destinazione mindfulness 56 giorni per la felicità

Pratica del giorno: I suoni del silenziodestinazione mindfulness

© Nicoletta Cinotti 2016 Cambiare diventando se stessi

Foto di ©p.m. m.

 

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