La fortuna aiuta la mente preparata. Louis Pasteur

C’è una perla preziosa – per me – nel protocollo MBCT: una perla che ha cambiato radicalmente il mio approccio alle cose. Questa perla è la distinzione tra sistema avversativo e sistema di avvicinamento. Il sistema avversativo entra in azione ogni volta che vorremmo che le cose fossero diverse da come sono. Magari abbiamo ragione, le cose sono difficili ma il fatto che ci siano, che siano così, che abbiano questa forma e questa struttura molto spesso non dipende da noi; e anche quando dipende da noi non è detto che sia possibile modificarle.

Così se attiviamo il nostro sistema avversativo siamo certi che entreremo in una fase di lotta: una specie di corpo a corpo che, inevitabilmente ci troverà sotto pressione e, molto spesso, perdenti. Molte persone iniziano a praticare mindfulness con il sistema avversativo a palla: convinti che, grazie alla meditazione, cambieranno radicalmente quella qualità – dei loro pensieri, delle loro emozioni, della loro vita che detestano. Sono disponibili a praticare ore intere, giorni interi, mesi interi purché quella cosa cambi. Se sono fortunati prima o poi in questa lotta cieca capiscono che stanno sbagliando strada. Qualche barlume gli indica che, invece che scappare, sarebbe utile accendere il sistema di avvicinamento ed entrarci dentro a quell’aspetto che tanto detestano. Se non sono fortunati insistono nella misura che è consentita dalla loro tenacia e poi se ne vanno con la sensazione che nemmeno la mindfulness funziona. E dopo un po’ iniziano a cercare qualche altra magia: ho incontrato persone che avevano un curriculum terapeutico che occupava un quaderno intero. Ecco questo post è per loro – vorrei evitargli mesi di sforzi vani – la mindfulness non serve per mandare via qualcosa. Serve per andargli incontro e cambiare il nostro modo di entrare in relazione con quell’aspetto della nostra vita che ci fa tanta paura, rabbia, orrore, dolore o noia.

Serve per disattivare il sistema avversativo – basato sui sentimenti di rabbia e paura – e attivare il sistema di avvicinamento. Il sistema di avvicinamento, ve l’assicuro, è meraviglioso. Ci rende esplorativi e intelligenti, creativi e leggeri, intuitivi e sereni. Però, come succede nelle favole, bisogna prima superare tre prove. Queste tre prove sono (in ordine sparso): smettere di fuggire nel passato (per costruire storie narrative del perchè qualcosa è successo o del perché hanno colpa gli altri o abbiamo colpa noi) o nel futuro fantasticando ipotesi terribili o meravigliose (la prova del presente); smettere di trattenere, inseguire, esagerare con il piacere. Il piacere va e viene e fortunatamente anche il dolore fa così: arriva ma, se entriamo nel sistema di avvicinamento, poi se ne va (la prova della non esagerazione). Infine, ultima prova, guardare in faccia quello che non amiamo della vita e di noi senza scappare (la prova della verità).

Troppo difficili? In realtà lo facciamo tutti i giorni, proprio tutti i giorni, solo che lo facciamo su quello che, a nostro giudizio insindacabile, è tollerabile. Lo facciamo su tutto, proprio su tutto, tranne su quell’unica cosa che combattiamo e con la quale lottiamo fieramente.

Per essere grande sii intero: non esagerare e non escludere niente di te. Sii tutto in ogni cosa, metti quanto sei nel minimo che fai. Fernando Pessoa

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del corpo

© Nicoletta Cinotti 2020 Il protocollo MBCT Online

Photo by Amy Reed on Unsplash

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