Nella seconda e terza settimana del protocollo MBSR e MBCT vengono proposti due diari che hanno l’intenzione di esplorare le risposte fisiche, emotive e di pensiero presenti quando avvengono piccoli eventi piacevoli e spiacevoli. Sono spesso due diari sottovalutati un po’ per la difficoltà a prestare attenzione nel dettaglio e un po’ perché noi abbiamo un sacco di storie già pronte relative a quello che consideriamo piacevole o spiacevole.

Eppure quei due diari sono centrali perchè mettono a fuoco come il significato che attribuiamo agli eventi sia proprio legato ad una veloce e radicale prima impressione. Se l’evento è piacevole scatta il desiderio che rimanga più a lungo; se è spiacevole scatta l’avversione e il desiderio che se ne vada prima possibile. In fondo tutto questo ci sembra logico: chi vorrebbe trattenersi nel dispiacere e evitare il piacere? Se però andiamo in profondità con l’esperienza, se entriamo in intimità con quello che proviamo potremmo accorgerci che le cose non stanno proprio così. A volte sottovalutiamo gli effetti a lungo termine di un evento piacevole e i benefici di quello che può sembrare, sul momento, un evento spiacevole. Il nostro giudicare a pelle diventa così una trappola nella quale rimaniamo imprigionati e che fa dipendere la nostra felicità da cause esterne, anzichè da come rispondiamo a queste cause esterne. Ci fa fare una confusione base che rende il mondo esterno e i fatti che accadono responsabili della nostra felicità e infelicità e noi agnelli sacrificali alle alterne vicende.

L’invito a riconoscere lo stimolo e la nostra prima risposta allo stimolo ci consente di esplorare con più intimità il nostro mondo interno. Potremmo ritenerlo un compito impossibile ma non abbiamo bisogno di analizzare, giudicare, paragonare perché queste sensazioni accadono e nemmeno di diventare meccanici nel farlo. Abbiamo solo bisogno di affinare la consapevolezza delle sensazioni che proviamo nei confronti degli aspetti fisici e mentali. Anche se lo facciamo per un tempo breve riconoscere ed essere consapevoli delle sensazioni ci aiuta a diventare più consapevoli della natura impermanente di gioia e dolore, diminuendo la nostra identificazione, diventando meno aggrappati al piacevole e meno spaventati dallo spiacevole.

Proprio come molti venti attraversano il cielo, venti orientali e occidentali, venti settentrionali e meridionali, venti polverosi e venti senza polvere, a volte freddi e a volte caldi, così nel corpo stesso sorgono vari tipi di sentimenti, quelli piacevoli e quelli dolorosi e quelli né dolorosi né piacevoli…citato da Joseph Goldstein in Mindfulness

Pratica di mindfulness: La consapevolezza delle sensazioni

© Nicoletta Cinotti 2022 Mini corso gratuito di mindfulness

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