Vi siete mai chiesti perchè tanti bambini sembrino brillanti, belli, promettenti e tanti adulti noiosi, spenti e senza prospettive? Questi adulti sono proprio gli stessi che erano bambini venti o trenta anni fa? Questi meravigliosi giovani sono destinati a diventare ciò che sono ora i loro genitori? “Dio ce ne scampi” esclamiamo spontaneamente.

Generazione dopo generazione, l’uomo continua a desiderare ciò che Isaia aveva profetizzato:”un bambino li guiderà” in un Regno di Pace, una vera patria del cuore.

Questo bambino è all’interno di ciascuno di noi e veramente ci condurrà, se accetteremo di pagare un prezzo. Un prezzo alto: la fiducia nella vita qualsiasi cosa accada.

Ogni volta che apriamo veramente i nostri sensi, professiamo fiducia nella vita. Solo se abbiamo un atteggiamento di fiducia possiamo aprirci a ciò che non è familiare, all’insolito, all’altro. Ricordo il lampo di comprensione che un giorno mi ha chiarito il motivo per cui l’apertura infantile richiede tanto coraggio e fiducia. Stavo parlando con un gruppo di studenti della zampillante fonte di energia che il mondo ci offre, se impariamo ad abbeverarcene con tutti i nostri sensi. A questo punto una donna del gruppo mi prese alla sprovvista con una domanda: “Perché – domandò – se tutto è così meraviglioso, ed io lo so che lo è, ciononostante sento una intima resistenza ad aprirmi a tale gioia?” Prima che potessi pensare una risposta un altro studente intervenne: “Io so, nel mio caso, da dove ha origine questa resistenza: ogni volta che mi apro a qualcosa di bello, qualcos’altro si insinua in me e comincia a farmi richieste“.(…)Ogni volta che apriamo i nostri sensi alla bellezza ci apriamo anche alle impegnative richieste della verità, perché la verità e la bellezza sono una cosa sola. Perciò ci troviamo sfidati. Con la sua sola presenza la vera bontà sfida la parte migliore di noi. Dato che la bontà e la bellezza sono una cosa sola è necessario avere coraggio per aprirci alla bellezza. Ogni volta che la bellezza ci incanta la bontà ci sfida.

I bambini riflettono sul coraggio necessario per essere aperti e fiduciosi? No, loro si limitano ad agire con coraggio. Solo così possono crescere. Perché è solo il coraggio che ci fa crescere in forza ad ogni nuova sfida, come cavalli chiamati a saltare ostacoli sempre più alti. I codardi smettono di crescere. Se osiamo possiamo continuare a crescere anche quando non saremo più bambini. Dovremo abbandonare l’armatura con doghe di ferro che ci troviamo attorno al cuore e con la quale speriamo di renderci invulnerabili, riuscendo solo ad essere insensibili. Riprenderemo a crescere solo nella misura in cui esporremo il nostro cuore alla vita, senza protezioni, vulnerabile ma pienamente vivo. Il poeta che è in noi osa vivere in questo modo. Non tutte le poesie parlano esplicitamente dell’apertura del cuore ma ogni buona poesia implicitamente lo fa. Essa getterà un incantesimo su di noi e ci porterà al punto dove brilla la bellezza e con essa la bruciante sfida della bontà. Per permetterci di crescere, per permetterci di risvegliare il bambino che è dentro di noi (n.d.r.) David Steind-Rast

© www.nicolettacinotti.net Dalla rubrica “Addomesticare pensieri selvatici”

Photo by Carlo Navarro on Unsplash

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