Stiamo vivendo sotto minaccia. La minaccia è qualcosa di indefinito, insinuante e pauroso. La minaccia ha un’altra componente inscindibile: non si conosce la verità. Perché la verità, anche la più dura, suscita altre emozioni. Così abbiamo bisogno di imparare a stare nella minaccia e, soprattutto, di contrastare uno degli effetti peggiori della minaccia che è l’immobilità e il blocco.

In queste situazioni tiro fuori dal mio cuore una valigetta gialla. Potrei essere tentata di tirar fuori la valigetta rossa, quella del Pronto Soccorso e delle misure difensive ma se tirassi fuori la valigetta rossa vorrebbe dire che rendo la minaccia qualcosa di diverso. La faccio passare da un’ipotesi ad una realtà. E non è una buona forma di prevenzione perché rischia di farci prendere decisioni sbagliate ed eccessivamente difensive. Rischia di trasformare un’ipotesi di perdita in una perdita reale e tangibile.

La minaccia va vista con gli strumenti della valigetta gialla, quelli che tolgono il corpo dalla paralisi e dal blocco e tengono i piedi per terra e il cuore aperto. Quello che sta avvenendo adesso è una minaccia molto convincente ma una minaccia. Non sappiamo quale sarà e qual è la verità. Ma quali sono gli strumenti della valigetta gialla? Il primo strumento è togliere il corpo dal blocco fisico, quello che esprime nel congelamento, lo choc e la paura. Qualsiasi attività fisica che rimetta in movimento il corpo va bene. Dalla bioenergetica alla partita di pallone o a tennis. L’altro strumento è ammorbidire il cuore, permettere al nostro cuore di rimanere aperto e generoso. È quello che sta avvenendo in molti modi. Non serve solo a chi si trova dentro, fisicamente, alla minaccia. Serve a tutti perché non permette che la minaccia si trasformi in un’impotenza appresa.

Il terzo strumento, il più potente, è aver cura delle persone che amiamo e lasciar uscire quella tenerezza che sentiamo solo quando abbiamo paura della perdita. Solo allora le cose riacquistano il loro potere di commuoverci.

Ma perché metto questo in una valigetta gialla? Quand’ero piccola cercavo avidamente libri da leggere. Ne avevo pochi e rileggevo in continuazione gli stessi fino a che non avevo scovato una riserva nascosta di libri gialli di mio zio. Nascosta perché non si riteneva che i gialli fossero libri adatti ad una bambina. Li leggevo di nascosto, rimettendoli esattamente in ordine. Ovviamente ero stata scoperta e, in quell’occasione, insperatamente autorizzata a leggere tutti i gialli che volevo, anche contro il parere dei miei genitori. Perché, mi disse mio zio, un giorno quel colore ti tornerà utile. il giallo insegna a mantenere la curiosità anche nella paura, a cercare di capire e, soprattutto, il giallo insegna ad amare. Ad amare, chiesi incuriosita? Si, ad amare, ad amare anche quello che è scandaloso.

Anni dopo, grazie a Falcinelli ho scoperto perché il giallo è scandaloso e ho capito che per me, il giallo, caldo come il sole, è il colore dell’amore. Così, “fate l’amore, non fate la guerra” sta dentro la mia valigetta gialla, sta dentro il fatto che, quando amiamo, alimentiamo, coltiviamo, diamo spazio alla pace dentro di noi.

Il pensiero critico può iniziare da fatti piccolissimi. Anche dal colore. Magari insegnando ai bambini che il verde si può fare mischiando il blu con il giallo. Si può. Funziona. È una delle grandi conquiste della storia umana. Ma non è l’unico modo di fare il verde. Non è la verità. Riccardo Falcinelli, Cromorama

Pratica del giorno: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2022 Mindfulness ed emozioni. Faremo una Diretta Instagram oggi alle 18 con Nicoletta Cinotti, Simona Sciancalepore e Sara Seravalle, per raccontarvi come abbiamo messo insieme emozioni e colori, emozioni e facilitazione visiva

In collaborazione con la Comunità Ucraina, la Caritas Diocesana di Chiavari chiede a chi avesse la possibilità, di offrire alloggi per l’ospitalità di piccoli nuclei. È stata avviata una raccolta fondi per il sostegno dei profughi sul nostro territorio. Si può effettuare un versamento sul conto corrente intestato DIOCESI DI CHIAVARI – CARITAS DIOCESANA IBAN IT02Z 05034 31950 000000 102862 causale: Emergenza Ucraina Per informazioni CARITAS DIOCESANA P.za N.S. Dell’Orto 7 – CHIAVARI tel. 0185321234 martedì e giovedì ore 9-12 mail: caritas@chiavari.chiesacattolica.it www.caritaschiavari.it
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