Come mai ci fidiamo tanto dei nostri pensieri? Come mai crediamo a quasi tutto quello che ci dicono mentre siamo più disponibili ad essere in dubbio rispetto alle nostre emozioni? Come mai le storie che ci raccontano hanno tanto fascino su di noi?

Ci sono cinque aspetti che creano questo incantesimo:

  • li riteniamo veri, anche quando sono assurdi;
  • li crediamo reali anche quando sono improbabili;
  • li crediamo importanti anche se riguardano dettagli;
  • li percepiamo come ordini e dimentichiamo che possiamo scegliere;
  • li crediamo saggi, perchè pensiamo che i pensieri siano sempre razionali.

La chiave che attiva le convinzioni che ho elencato è che riteniamo che tutti  i pensieri – anche i più assurdi – nascano per salvarci. Non è così. La mente è una macchina che produce pensieri. Pensieri a caso.

Quello che è davvero utile è accorgersi quando veniamo presi all’amo e uscire da questa trappola. Nel buddismo tibetano c’è una parola che definisce quest’amo: è Shenpa. Il vero problema non è avere degli ami a cui abbocchiamo (che poi sono i pensieri che ci catturano magari perché sono catastrofici). Il vero problema è non rendersi conto di avere abboccato ed essere convinti dell’opposto. Le nostre abitudini tossiche stanno tutte lì: sono alimentate dall’esca che nasconde l’amo. E l’esca è sempre la stessa: desiderare un trucco che ci renda felici e ci metta al sicuro.

Per oggi, solo per un giorno, vivi una vita senza trucchi e senza incantesimi. Prova a vivere un solo giorno considerando che la cosa più certa che abbiamo è che la vita è incerta e, malgrado questo, viviamo tranquillamente lo stesso. Vivi un giorno in cui la tua forza nasca proprio dallo stare in equilibrio in questa incertezza, senza aggrapparti a qualche convinzione a caso, prodotta dalla mente, giusto per sedurti con l’idea che quel trucco ti salverà la vita. Vivi solo un giorno senza trucchi e se stasera sei sano e salvo, considera la possibilità di fare lo stesso anche domani.

Uscire dalle vecchie abitudini crea certamente dolore. Io lo chiamo periodo di disintossicazione. Avete continuato per tanto tempo a fare la stessa scelta prevedibile per sfuggire a quella sensazione difficile, scomoda, vulnerabile e ora improvvisamente non lo fate più. Ci vuole una certa apertura e curiosità per vedere cosa accadrà dopo. Cosa accade se non alimentate il disagio con il vostro copione? Cosa accade se dimorate con questa energia universale, mutevole, fluida? Cosa accade se accogliete il naturale movimento della vita? Pema Chodron

Pratica di Mindfulness: Il panorama della mente

© Nicoletta Cinotti 2019 Verso la self compassion ovvero come imparare a volersi bene

Photo by Lance Anderson on Unsplash

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