Ci sono persone che hanno abilità scientifiche nel fare le valigie. preparano in modo da avere tutto ma l’essenziale, senza esagerazioni. Lo vedi subito dal loro bagaglio, leggero e maneggevole. poi ci sono le famiglie che quando si spostano, in realtà, fanno un trasloco. In genere il padre fa finta di non conoscere il gruppetto di traslocanti che lo segue, anche se, i migliori, portano le valigie più grosse. I bambini sono eccezionali nell’arte del bagaglio: scelgono di portare solo le cose che amano, indipendentemente dall’effettiva utilità. Il concetto di cambio della biancheria gli sfugge. Arriverà solo molti molti anni dopo.

Quel bagaglio diventa un personaggio delle vacanze, un po’ come se fosse un ospite di riguardo a cui ci rivolgiamo – grati o insoddisfatti – a seconda delle nostre necessità.

Quel bagaglio non è solo la valigia delle vacanze: è come se fosse la nostra memoria di vita. Più è piena, più ci muoviamo con difficoltà. Anche se sono memorie belle rischiano di diventare ingombranti. Bisognerebbe avere il bagaglio giusto anche per la memoria: solo i ricordi essenziali, senza troppi ingombri. Per questo dimenticare a volte è una vera benedizione e l’attimo in cui ricordiamo diventa, un po’ paradossalmente il momento in cui ritroviamo e perdiamo contemporaneamente. In pali la parola “consapevolezza” è sati e significa anche ricordare. Si capisce subito perché la consapevolezza è tanto difficile a volte. Perché ci mette, in un attimo, di fronte a tutti i nostri “lost and found” ai nostri bagagli perduti e trovati. A quel punto scegliere cosa portare con sé è saggezza necessaria. L’altra saggezza necessaria è consolare. Forse potresti pensare che sarebbe più semplice non essere consapevoli. Che così, in un colpo solo, si risolvono tutti i problemi. Ma non essere consapevoli non annulla la memoria. Annulla solo il ricordo e la memoria continua a lavorare  come un topolino che rosica nel buio. Meglio non avere topolini nascosti, meglio viaggiare leggeri perché abbiamo lasciato andare che continuare a muoversi con valigie pesanti e ingombri di ogni tipo.

Da “Satura”di Eugenio Montale
(…)Forse un treno sbagliato, un doppione oppure una
sottrazione. Scrutavo le carriole
dei facchini, se mai ci fosse dentro
il tuo bagaglio, e tu dietro, in ritardo.
Poi apparivi, ultima. È un ricordo
tra tanti altri. Nel sogno mi perseguita.

Pratica di mindfulness: Self-compassion breathing

© Nicoletta Cinotti 2021 Il programma di Mindful Self-Compassion

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