Quando inizi a chiedere al tuo cuore che cosa è importante, sei già sulla strada della presenza. Tara Brach

Ci lasciamo alle spalle uno dei nostri amatissimi ponti. Quelle brevi vacanze che danno respiro e che, in questo caso, riportano un sapore di normalità. Avevamo bisogno di normalità come non mai. Improvvisamente la nostra banale, ordinaria normalità ci è apparsa ricca, interessante, preziosa. Il lockdown le ha tirato via quella patina grigia che a volte la riveste. Ci siamo accorti che non è male avere una normalità a cui tornare. Che le piccole gioie tanto piccole non sono. Che l’abitudine a volte è rassicurante. Che il ritmo quotidiano nasconde tesori.

Adesso che tutti cerchiamo di riprendere l’equilibrio sull’incertezza della vita abbiamo voglia anche di una normalità che sia un po’ diversa da prima. Come quando hai avuto un incidente o una malattia e tornare a “fare le cose di prima” non è solo il ritorno alla normalità. È anche il desiderio di portarti dietro quel senso di preziosità, quella felicità che sta nel non considerare scontato ciò che viviamo.

Abbiamo bisogno di normalità e io vorrei portare con me, in questa nuova normalità, qualche ingrediente:

  • vorrei continuare a considerare la salute di tutti connessa. Vorrei ricordarmi in ogni momento che non posso inquinare e pensare che riguardi altri e altrove. Che non posso maltrattare gli animali e pensare che sia senza conseguenze. Vorrei ricordarmi sempre e ogni giorno di più che abitiamo tutti la stessa biosfera. E che siamo tutti connessi: piante, animali, micro e macro organismi;
  • vorrei continuare a considerare il vuoto come un partner del mio dialogo vitale. Alimentarlo e coltivarlo per mantenere così quella flessibilità tanto necessaria nell’incertezza. Quando tutto è troppo pieno arriva una pienezza che non è fioritura ma blocco e stagnazione;
  • vorrei continuare a sentire la mancanza delle persone e il desiderio di contatto. Aver voglia di stare vicino perché ho sperimentato lo stare lontano. Avrei voglia di saper aspettare che torni il momento giusto e riconoscere il suo suono;
  • avrei voglia di ricordare, ogni giorno, che quello che lascio dietro di me è la mia eredità. Che non riguarda solo i miei figli ma tutte le generazioni future.
  • Infine avrei voglia di ricordare che la normalità, quella più neutra, è il riposo del guerriero. Prima o poi la battaglia arriva: tanto vale farsi trovare riposati!

La pace è un attimo privo di giudizio, in cui tutto quello che accade è benvenuto. Tara Brach

Pratica del giorno: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2020 Pratiche formali di ordinaria felicità 

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