Capita molto spesso che una giornata iniziata con le migliori intenzioni finisca in tutt’altro modo. A volte è un piacevole diversivo. Altre volte è espressione della fatica che facciamo a coltivare i nostri interessi e le nostre attività. Come se quello che succede fuori fosse sempre un po’ più importante di quello che accade dentro di noi. Oppure come se avesse la forza di spostare la nostra attenzione perché non è abbastanza ancorata ai nostri progetti.

Ma cosa desideriamo davvero? Cos’è che vogliamo davvero per noi e per la nostra vita, al di là del quotidiano, al di là dell’organizzazione e della pianificazione giornaliera? Rispondere a queste domande ci permette di mettere a fuoco la nostra intenzione, ci permette di rimanere ancorati a quello che è importante per noi. A evitare che rabbia, paura, ansia, cambino continuamente i nostri piani e la direzione della nostra vita.

La rabbia e la paura sono emozioni che hanno molta energia. Possono rendere tutto più intenso e visibile in modo alterato. Nello stesso tempo non possiamo pensare che seguiremo le nostre intenzioni solo quando saremo calmi e tranquilli. Abbiamo bisogno di avere un’intenzione abbastanza flessibile da seguire il corso delle cose e abbastanza solida da permetterci di rimanere fedeli a noi stessi. Molte persone passano tantissimo tempo della loro vita a cambiare direzione per seguire gli altri e i loro bisogni. Per trovarsi poi con un pugno di rimpianti perché hanno sprecato i loro anni migliori.

Facciamo fatica a seguire i nostri desideri: ci sembra che sia un atto esageratamente ego-riferito o egoistico. Sono davvero poche le persone a proprio agio con scelte egoistiche. Pochissime quelle che possono portare avanti progetti il cui beneficio è esclusivamente personale. Abbiamo bisogno di credere – e sentire – che quello che desideriamo può essere di beneficio per noi, per la nostra crescita, e per quella altrui. Allora possiamo dedicare la nostra intenzione. Forse facciamo fatica a studiare ma possiamo mettere l’intenzione di farlo per ottenere un titolo e ampliare ad altri i benefici che il nostro modo di portare avanti quella competenza produrrà. Forse possiamo desiderare di aumentare il nostro reddito e dedicare quella crescita economica al benessere della nostra famiglia. Oppure delle persone che possono avere bisogno di aiuto. Quando dedichiamo la nostra intenzione possiamo contare sul doppio dell’energia, sul doppio della nostra motivazione. E più quella dedica è personale, più è importante. Quando incontriamo un autore chiediamo una dedica sul libro: è un regalo che facciamo a chi l’ha scritto prima ancora che un regalo che l’autore fa a noi. Gli ricordiamo così che il frutto del suo lavoro può raggiungere il cuore di chi lo legge e andare molto più lontano del punto in cui è nato.

Forse la generosità è l’unica emozione che ha ancora più forza della rabbia e della paura. Quando siamo generosi possiamo fronteggiare grandi difficoltà con una stabilità impensabile: quella che ci deriva dall’essere in sintonia con le qualità del nostro cuore e della mente cuore. Dedicare il nostro impegno a qualcosa, a qualcuno (incluso noi stessi) ci ricorda che le cose finiscono sempre in un punto diverso da quello immaginato all’inizio e in quel punto potremmo essere in due invece che da soli.

Dedicare la nostra intenzione è un modo per arricchire di generosità l’intenzione che nasce dal nostro orientamento verso la vita. È un’altra opportunità per connetterci di nuovo con le nostre aspirazioni più profonde.

Pratica informale: Qual è la tua intenzione per questa giornata? Con quale atteggiamento puoi coltivare questa intenzione? Riesci ad essere consapevole del modo in cui gli automatismi ti distolgono dall’intenzione? Domandati qual è la tua intenzione ogni volta che inizi un nuovo compito. Uno degli esercizi di pratica informale tratto da “Mindfulness in 5 minuti. Pratiche informali di ordinaria felicità”

© Nicoletta Cinotti 2020 Pratiche informali di ordinaria felicità

 

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