“Cos’è che può dare la mindfulness?” Mi ha chiesto senza mezzi termini una signora incontrata ad una cena. Domande che sarebbe bene rimandare ad altre occasioni ma, siccome, la sua domanda era stata accolta con un silenzio incuriosito da parte delle altre persone presenti, ho provato a rispondere. “Una mente calma” però, ho aggiunto, una mente calma non significa essere senza pensieri e imperturbabile. Significa essere esattamente come si è ma non farsi trascinare.

A quel punto la conversazione è ripresa e ho potuto mettere insieme una bella lista di preconcetti rispetto alla mindfulness.

La mindfulness non è

  • una tecnica di rilassamento
  • un modo per non avere pensieri
  • una disciplina al distacco
  • una religione
  • una pratica da supereroi

La mindfulness è

  • una pratica da mettere in pratica
  • un modo per essere ancorati nelle tempeste emotive
  • un modo per conoscere la propria tensione 
  • guardare da una diversa prospettiva
  • una forma di educazione

La mindfulness è una forma di educazione

Le nostre emozioni sono risposte spontanee, autentiche, a quello che accade. Se permettiamo che diventino anche azioni possiamo ritrovarci nei guai perché escludiamo la possibilità di scegliere e riflettere prima di agire. Allora proviamo a gestirle in molti modi. In alcuni casi tentiamo di reprimerle, in altri di allontanarle con il controllo, in altri casi ancora di negarle. Con la mindfulness facciamo un passo “educativo” in più: impariamo a riconoscere che tipo di pensieri nascono dalle nostre emozioni e cerchiamo di riportare la mente in pace, di avere una mente stabile e calma prima di agire. Tutta la pratica di mindfulness è un addestramento, una educazione a conoscere noi stessi non sui libri ma attraverso l’esplorazione interiore. Non conoscerci è come avere un giardino ma lasciarlo incolto. È come avere un animale selvatico in casa: complicato!

Perché amiamo i test e gli oroscopi?

Amiamo i test, gli oroscopi, i tarocchi, e le varie forme di previsione perchè siamo interessati a conoscerci ma per farlo usiamo ancora molti metodi autoritari. C’è qualcuno fuori da noi, più in alto di noi, almeno in teoria, che ci dice che cosa significa essere Scorpione o Acquario, essere X o Y. Ci sono milioni di libri che sono stati pubblicati giusto per dirci come siamo, solo che sono come i vestiti comprati su misura. Vanno bene se siamo standard ma se non siamo standard ci sono tanti piccoli aggiustamenti da fare. Tu sei standard? Una perfetta taglia 42? Non hai mai bisogno di orlo ai pantaloni?

La conoscenza dall’interno

Con la mindfulness impariamo strumenti per conoscerci. Certamente abbiamo elementi che condividiamo con gli altri ma anziché scegliere a priori se siamo X o Y, scegliamo dopo aver capito che siamo X ma qualche volta anche Y o Z. Siamo messi in condizione di conoscerci e capirci. Di capire il verso, di capire come stanno le cose con uno sguardo dall’interno anziché rientrando in categorie generali. Lo sguardo dall’interno non vale di meno dello sguardo dell’esperto: vale di più e può integrarsi agevolmente con lo sguardo dell’esperto.Lo sguardo dall’interno è uno sguardo democratico che vede le cose in una prospettiva diversa.

 

Perché è importante capirsi?

Ricordi la storia di Adamo ed Eva? La curiosità e il desiderio di conoscere fanno parte delle nostre caratteristiche umane fondamentali. Se c’è qualcosa che “sappiamo” ma non conosciamo diventiamo inquieti, la mente si agita e i pensieri proliferano. Allora facciamo tanto per capire cosa succede ma, spesso, non facciamo l’unica cosa che dovremmo fare. che è guardare dentro. Guardare dentro ci calma anche se quello che scopriamo è di avere paura o di essere in ansia.  Non sapere che cosa abbiamo agita ancora di più di quello che abbiamo davvero. Molte persone riportano che, nel momento in cui hanno avuto la diagnosi per una malattia fisica è stato difficile ma si sono “calmati” perchè in quell’attimo avevano dato un nome a quello che provavano. In più quando stiamo male la nostra curiosità – l’emozione esplorativa per eccellenza – si blocca e anche se “studiamo” non capiamo davvero, come se la nostra intelligenza non servisse più a molto!

 

Cosa calma la mente?

La mente non si calma perché la correggiamo. quando ci correggiamo ci sentiamo solo più ansiosi e inadeguati.

La mente si calma quando:

  • sappiamo dare un nome a quello che proviamo
  • siamo ancorati alla realtà
  • non alimentiamo l’agitazione della mente con la tensione del corpo
  • accettiamo quello che proviamo
  • guardiamo le cose con la giusta distanza. la distanza non è distacco: è senso della prospettiva. Se perdiamo il senso della prospettiva siamo come pesci che cercano l’acqua e non si accorgono di essere in mare.

Le fasi dell’accettazione e l’educazione naturale

 

Siamo onesti: accettare non avviene in un attimo. Forse lo pensiamo perché l’accettazione ci viene proposta come un’immagine imperturbabile e non vediamo che cosa è stato necessario fare per arrivare all’imperturbabilità. Abbiamo il mito della spontaneità come se l’educazione fosse una perdita di spontaneità. Il ballerino che danza con tanta eleganza ha alle spalle migliaia di ore di educazione.

Marcell Jacobs che vince le Olimpiadi ha migliaia di ore di allenamento del corpo e della mente. L’educazione, quando è vera educazione, non è una maschera di perfezione. È avere l’eleganza della propria vera natura.

In genere l’accettazione è un processo che ha queste fasi:

  • lottiamo o resistiamo perchè non vorremmo che le cose fossero così come sono
  • iniziamo a guardare come stanno davvero le cose
  • incominciamo a tollerare il disagio che questo ci produce (non è detto che il disagio sparisca )
  • lasciamo andare il nostro desiderio che le cose siano diverse da come sono: non serve lottare per cambiarle
  • proviamo a fare amicizia con la nostra realtà
  • questo calma la mente

© Nicoletta Cinotti 2021

 

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