Come in tutte le storie che si rispettino, c’era una volta un re –  – che aveva tre figli: uno bellissimo, uno normale e uno brutto. Quando i figli diventarono adulti, decise di tenere il figlio bellissimo a vivere nel palazzo con lui, al figlio normale dette il regno vicino e mandò il figlio brutto lontano, in un regno sempre assediato dai predoni. Con il passare del tempo più volte il figlio brutto dovette chiedere aiuto perché i predoni erano sempre più minacciosi. E il re dovette impegnare sempre più risorse per difendere quel figlio tenuto lontano.

Finché un bel giorno capì e decise di richiamare quel figlio a vivere nel palazzo. Decise di impegnare le sue risorse per amarlo e non per continuare a tenerlo lontano e al riparo dai predoni.

Spesso facciamo come quel re: teniamo le nostre parti “brutte” lontane e spendiamo un sacco di energie per proteggerle dagli attacchi. Ma guariamo solo quando le riprendiamo a vivere con noi e iniziamo ad amarle.

Questo è quello che significa accettazione nella mindfulness: tenere vicino.

Questa è la guarigione nella mindfulness: amare le nostre parti sfortunate

Questa è la saggezza: imparare dall’esperienza.

La mindfulness è il metodo, la compassione è l’espressione, l’essenza è la saggezza. Joseph Goldstein

Pratica di mindfulness: La meditazione della montagna

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©elnuego

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