Molto spesso, facendo lavoro corporeo bioenergetico, si verificano vibrazioni. A molte persone danno fastidio, suscitano turbamento come se fossero segno di una nascosta debolezza o di una debolezza da nascondere.

Si presentano come fascicolazioni (termine medico corretto) o tremori (termine soggettivo corretto) o non sono controllabili. Si possono interrompere ma non controllare. O meglio, se si possono controllare non sono vibrazioni ma movimenti volontari.

Si verificano perché il muscolo – quando raggiunge un massimo di tensione – si scioglie in questo modo. Non fa tanti discorsi, non fa tanti pensamenti: come un cavallo selvaggio scuote la testa perché non vuole le redini, così fa il nostro muscolo. È il segno della sua vitalità e della sua libertà (e molto spesso i segnali di vitalità e libertà del corpo ci spaventano tantissimo: peccato!).

Non siamo abituati alla spontaneità del corpo. Per esempio quando nella mindfulness invito a seguire il respiro naturale molto spesso mi viene chiesto “ma com’è il respiro naturale?” Il respiro naturale è un’onda asincrona, simile all’onda che arriva sulla battigia. Non è una linea retta. È una linea irregolare. Il nostro respiro naturale è un’onda che sale e scende con piccoli movimenti irregolari. E, soprattutto, se abbiamo un respiro naturale non riusciamo a fermarlo a comando…passano alcuni secondi prima di fermarlo. I secondi in cui la volontà riprende il controllo. Se riusciamo a fermarlo volutamente sappiamo che non è un respiro naturale: lo stavamo controllando. Voglio essere chiara: niente contro la possibilità di fare pranayama o ginnastica respiratoria. Dico solo che il respiro naturale è un’altra cosa e che, almeno qualche volta, il nostro respiro dovremmo lasciarlo libero, perché, proprio come il vento pulisce il cielo dalle nuvole, così il respiro pulisce il cielo della mente dai pensieri.

Respiro e libertà muscolare vanno insieme, almeno in bioenergetica. Finalmente corpo e respiro diventano uno, o meglio una semplice presenza.

Quello che succede – se non interrompiamo la vibrazione e lasciamo il respiro libero – è che, alla fine, emerge una soffice gratitudine.

In modo fortuito, sia nella terapia che fuori, le persone sperimentano delle emozioni che riescono ad aprirsi un varco e le trasformano, liberandole dai tratti nevrotici e dalle ansie, e conoscono per un breve periodo la gioia di essere aperte e non nevrotiche. Alexander Lowen

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del corpo

© Nicoletta Cinotti 2017 Verso un’accettazione radicale Foto di ©Beppe Modica

 

La copia di questo contenuto non è consentita

Iscriviti alla nostra newsletter ed unisciti alla nostra comunità.

Riceverai per 7 giorni un post quotidiano di pratica.

Poi potrai scegliere se iscriverti alla rivista Con Grazia e Grinta che esce ogni Domenica oppure alla Newsletter quotidiana con spunti di pratica e link a file audio di meditazione

I tuoi dati personali saranno tutelati  nel rispetto della privacy del GDPR e non saranno diffusi ad altri.

Subscribe

* indicates required
Vuoi ricevere
Email Format

Iscrizione Completata con Successo!