Siamo abituati a pensare che le cose, quando non servono più, vanno buttate. Solo l’amore ce le fa conservare. O la paura del vuoto.

Nelle relazioni succede la stessa cosa. Una relazione rimane attiva fino a che ha una funzione per noi. Poi possiamo chiuderla a nostro insindacabile giudizio. Possiamo anche dirci che, nel nostro cuore avrà sempre uno spazio speciale. Oppure possiamo, con ambivalenza, tenerla sulla soglia, sull’uscio, perché abbiamo paura di chiuderle ma non ci servono più. E quasi diventano un peso. È per questo che la fine di tante relazioni è così devastante: perché in quel momento scopriamo di essere stati un oggetto. Buono fino a che serviva e poi in disuso.

Questo è un dolore difficile da consolare: perché non ci siamo accorti, durante la relazione, cosa stava avvenendo? Perché abbiamo permesso di essere usati? Forse perché anche noi usavamo?

Quando accade così c’è sempre un senso unico. Anzi, è proprio il senso unico relazionale che lo fa accadere. L’altro esiste perché ci dà qualcosa. Quando non abbiamo bisogno di quello che ci dà chiudiamo. È tutta una storia di sensi unici. Dove la relazione è stata usata per una funzione, che ha svolto, bene o male. La relazione però non è un senso unico: è scambio, sorpresa, imprevisto e ascolto reciproco. Tutte le relazioni, anche quella terapeutica. Se le trasformiamo in un senso unico possiamo pensare che vadano bene ma abbiamo perso quello scambio che è l’unica cosa che ci può arricchire. Facciamo così perché la nostra tendenza a trasformare la vita in azioni, in oggetti, in merce, prende il sopravvento. Siamo talmente spaventati che ci dimentichiamo di essere umani. E che anche gli altri lo sono. Così diventa urgente portare la consapevolezza nelle nostre relazioni: altrimenti potremmo dimenticarci che non sono oggetti, non sono cose, ma scambi tra umani.

Molto del nostro stress nella vita sorge nella relazione con le altre persone: molte delle nostre costrizioni, paure, desideri hanno a che vedere con le nostre relazioni. Gregory Kramer

Pratica di Mindfulness: Il desiderio profondo del cuore

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©digitus_malus

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