Mi chiedo spesso se sarebbe possibile fare un elenco di quello che rende stabile una relazione affettiva. La risposta non è facile né scontata. Ci sono relazioni affettive che non dovrebbero durare e, invece, attraversano gli anni come se niente fosse. Altre che sembrerebbero destinate a durare in eterno che si sciolgono, invece, come neve al sole.

Non posso certo dire che veniamo amati per come ci meritiamo. Posso dire però che ho visto, moltissime volte, amare immeritatamente qualcuno e non amare, invece, qualcuno che se lo meritava davvero.

Perché l’amore è un’emozione e come tutte le emozioni ha caratteristiche spontanee e non logiche. Alla fine siamo fedeli a quello che sentiamo. Siamo fedeli a come ci fa sentire l’altro più che alla persona reale. La persona reale può essere inaffidabile, qualche volta crudele ma se, quando stiamo insieme a quella persona, sentiamo amore, intimità, affetto, desiderio facciamo davvero fatica a tenere conto di dati di realtà che possono essere contrari. Perché ci innamoriamo, prima di tutto, di come ci sentiamo quando stiamo con l’altro e di come ci appare la fotografia che ci ritrae insieme.

In aggiunta a questo va detto che l’amore è un’emozione ma è anche una capacità. Impariamo ad amare nel corso di tutta la nostra vita e siamo consapevoli che questa capacità cresce nel tempo. Ci rimane quindi il dubbio che, se l’altro non ci ama, è perché noi non sappiamo amarlo a sufficienza. Così a volte la fine di un amore non è solo la fine di una relazione ma una specie di bocciatura della nostra capacità di amare. Come se fossimo studenti poco dotati. Non è così: è che la vita è imprevedibile e le emozioni sono sempre accompagnate da una grande quantità di richieste e aspettative che spesso gravano sul cuore e lo rendono poco aperto e flessibile. Le storie finiscono: non è una colpa ma piuttosto un evento.

Quando voglio sapere se una persona mi vuole bene davvero mi faccio sempre la solita, forse sciocca, domanda. Questa persona attraverserebbe la notte con me? Attraversare la notte non è passare la notte. Passare la notte può essere molto facile. Attraversarla richiede intimità, sincerità e coraggio. Ci sono persone adatte solo per attraversare il giorno, quando la strada è chiara e le difficoltà sono ben visibili. Però questa semplice domanda bambina mi permette di sapere che ci sono amici che valgono solo di giorno ma gli amici che sono disposti ad attraversare la notte con me sono quelli che, anche se non li vedo di frequente, potranno durare una vita.

Rimpiango il fatto che ci voglia una vita per imparare a vivere. Jonathan Safran Foer

Pratica del giorno: La classe del mattino

© Nicoletta Cinotti 2019 Scrivere la mente nel territorio dell’amore

Photo by Jeremy Perkins on Unsplash

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