C’è una visione sintetica delle cose che ci restituisce subito una storia e un significato. Ci fa decidere che qualcosa ci piace o non ci piace.

Ci fa sentire “a pelle” se qualcuno è affidabile o estraneo, ci fa comprare in un attimo qualcosa di cui non abbiamo assolutamente bisogno. Perché la visione sintetica ha un direttore in regia che è la nostra mente, con schemi, binari, desideri, standard già pronti, che aspettano solo di essere realizzati.

Poi c’è la presenza: quella che ci restituisce pienamente il senso di ciò che stiamo vivendo. Ha la velocità della percezione, il ritmo del respiro, la direzione del corpo. E a questo spazio percettivo aggiunge un elemento che dà profondità alla nostra percezione: il sentire. Colora di attenzione affettuosa. E permette che la presenza sia felicità.

Prologo al presente

Apri gli occhi. Svegliati:
il Paradiso sta qui
nella luce effimera.
È (altro non c’è) questa terra: …punto d’incontri,

culla d’assenze.
Il Paradiso sta qui. Apri gli occhi

che aprano le sue porte. Svegliati. Sta qui.
Non è la felicità.

È la presenza.

E. Mitre

Pratica di mindfulness: La consapevolezza del respiro

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©Svjetlost

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