Se dovessi attribuire un’emozione ad ogni giorno della settimana l’ansia sarebbe l’emozione del lunedì. Perchè l’ansia è un’emozione strana che possiamo provare anche nei confronti di quello che desideriamo, di quello che aspettiamo con piacere. Non è solo la previsione catastrofica di quello che potrebbe andare male. È anche l’eccitazione per quello che potrebbe andare bene.

È l’emozione dell’inizio ma non la proviamo all’inizio della nostra vita. Per provarla abbiamo bisogno di aver sviluppato un senso del futuro, il senso del tempo: un compito che all’inizio della nostra vita ci è risparmiato. Forse è per questo che nel primo anno di vita sorridiamo tanto. Non abbiamo preoccupazioni e nemmeno rancori o risentimenti. Tutto è immediato nella gioia come nel pianto.

L’ansia è un frutto che matura piano piano e fiorisce in adolescenza. Comincia a comparire con l’ingresso a scuola. Con l’idea che ci sono compiti da fare per domani. Ecco l’ansia è l’emozione del domani. È sempre in previsione di qualcosa. Forse per questo la potremmo definire l’emozione dei maghi. Ci rivolgiamo agli oroscopi, ai preveggenti proprio per domarla. Invece avremmo bisogno di lasciarla fluire. Se guardiamo sotto la superficie l’ansia nasconde sempre la necessità di aumentare il contatto con il presente. Renderlo a nostra misura. fare quello che possiamo fare. Dimenticare quello che non sappiamo se accadrà. La nostra mente è vasta, va oltre i nostri confini, oltre i confini dell’immediato. Per questo rimaniamo affezionati all’ansia: ci permette di prevedere, organizzare, preparare. Per questa stessa ragione l’ansia è la regina di tutti i nostri evitamenti, delle nostre rinunce, del nostro cercare una sicurezza che ci sfugge continuamente.ù

Forse l’unico modo per fare davvero i conti con l’ansia è accettare: accettare che l’incertezza è parte della vita e che, tra incertezza e insicurezza c’è una bella differenza. L’incertezza è il riconoscimento che non possiamo sapere prima quello che accadrà. L’insicurezza è un dubbio su di noi, sulle nostre capacità. Nell’ansia questi due aspetti si fondono. Siccome non possiamo prevedere quello che accadrà – e invece pensiamo che dovremmo saperlo fare – diventiamo insicuri rispetto alle nostre capacità. Tranquilli non siamo incapaci. Non siamo onnipotenti, non creiamo il mondo, non cambiamo il corso degli eventi. Siamo umani. E quando lo dico e entro pienamente in questa dimensione mi rendo conto che mi rende, per un attimo, inspiegabilmente felice. Essere costruttori del mondo è una fatica da cui, noi umani siamo sollevati, Così possiamo tornare a sorridere.

Una pratica informale Per questa giornata prova a distinguere tra i limiti che ti dai in modo protettivo e quelli che, invece sono solo restrittivi. Se è un limite protettivo va rispettato. Se è un limite restrittivo è molto probabile che nasconda ansia e che abbia bisogno, invece, di rassicurazione. Scrivi sul tuo diario il numero di scelte protettive e restrittive che fai in questa settimana

Pratica di mindfulness: Addolcire, confortarsi, aprire

© Nicoletta Cinotti 2021 Reparenting ourselves. Ritiro con Nicoletta Cinotti

Raccontare storie di guarigione

 

 

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