Proprio come tutti sogniamo anche se non ce lo ricordiamo, tutti proviamo emozioni anche se non ce ne accorgiamo.

Le nostre emozioni rimangono coperte da strati sottili di distrazioni o da pesanti corazze di contrazioni perché frapponiamo tra noi e loro delle barriere.

La prima barriera è la svalutazione che pratichiamo quando ci diciamo che non dovremmo provare quello che proviamo.

La seconda barriera è il confondere le emozioni in mezzo ai pensieri: abbiamo pensieri cupi ma non ci diciamo che siamo preoccupati, pensieri frammentati ma non ci diciamo che siamo ansiosi.

La terza barriera è che sono intangibili come l’aria. E proprio come l’aria indispensabili alla vita.

La quarta barriera è che spesso non abbiamo un vocabolario per le nostre emozioni, siamo stranieri con poche balbettate parole che ci dovrebbero servire per dire tutto e che non permettono di esprimerci davvero.

Costruire un vocabolario delle nostre emozioni non vuol dire diventare un giudice. Vuol dire essere uno scienziato la cui più importante scoperta è se stesso. Davvero. Con vocabolario accluso.

Amo il bianco tra le parole, il loro margine ardente, amo quando taci e quando riprendi a parlare. Chandra Livia Candiani

Pratica di Mindfulness: La consapevolezza del respiro

© Nicoletta Cinotti 2015

Foto di ©thinkroni

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